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Prima parte della Lettera inviata la notte scorsa da Tspiras alla Troika – clicca per leggerla interamente

Atene, 1 lug – Con una lettera inviata nella notte al Presidente della Commissione Europea Junker, al Presidente della Banca Centrale Europea Draghi e al Direttore Esecutivo del Fondo monetario internazionale Lagarde, cioè né più né meno che alla famigerata Troika, il primo ministro greco Alexis Tsipras spiazza tutti capitolando e accettando l’intero piano di salvataggio del paese, salvo proporre emendamenti la cui consistenza non supera quella del vapore. Dal tenore dei medesimi emendamenti, pubblicamente accessibili nella sopracitata Lettera, si evince l’inferno di austerità nel quale sarà precipitato il popolo greco. In cambio dell’accesso a ulteriori finanziamenti (prestiti) del Fmi (bloccati dalla mezzanotte scorsa per la mancata rifusione della rata da 1,7 miliardi di euro), della Bce e della Commissione, che soltanto nell’Olimpo possono sapere come saranno mai ripagati da un’economia a pezzi e destinata definitivamente alla deriva.

E il referendum di domenica prossima 5 luglio? Svanito nel nulla.

Ricordando quanto illustrato ieri su queste colonne, le conseguenze saranno precisamente quelle ipotizzate in caso di vittoria del “Si” all’ormai archiviata consultazione popolare. E, a proposito, la Lettera di Tsipras giunge a pochissime ore dal primo sondaggio che dava ampiamente vincente il “No”: 54% contro 33%. Un caso? Chi lo sa.

Oppure si deve credere al grande politologo americano Paul Craig Roberts, che pochi giorni fa avvisava della possibilità concreta che figure di spicco del governo greco potessero essere assassinate prima di poter portare a compimento il referendum sul piano di salvataggio della Troika. Verosimile? Chi lo sa (e non mancano, anche nella stessa Grecia, tragici precedenti).

A questo punto, e a meno di ulteriori colpi di scena, pare francamente impossibile che Tsipras e il suo governo, dopo aver indetto un referendum unico nel suo genere, che con spirito patriottico è stato appoggiato anche da Alba Dorata, e averlo di fatto annullato dopo pochi giorni, possano restare in sella. Le elezioni anticipate potrebbero essere alle porte, quindi.

Tutto questo, a meno che non si tratti di un bluff ben congegnato da parte ellenica, come potrebbero suggerire le parole del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble: “[la lettera inviata dal premier greco] non contribuisce a fare più chiarezza”, aggiungendo che Atene “deve dire che cosa vuole”, sostenendo infine che parlare prima del referendum indetto dal governo di Atene “non ha senso”.

Nel frattempo, ovviamente i mercati hanno reagito con vigorosi rialzi dei listini azionari, prefigurando quello che accadrà nel caso in cui si arrivi effettivamente a un accordo sul salvataggio di Atene, oppure se comunque vincessero i “Si” al sempre meno probabile referendum: la crescita senza freni della bolla speculativa azionaria insieme a quella dei debiti sovrani, nutriti ancora per un po’ dalle spoglie del Partenone.

E forse, quando la montagna debitoria sarà spaventosa perfino rispetto alle dimensioni attuali, rimpiangeremo amaramente che Tsipras non abbia tenuto duro.

Francesco Meneguzzo

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6 Commenti

  1. Per una Grecia ed un’Europa rigogliose
    trasformiamo le nostre TIRANNIE in DEMOCRAZIE
    introducendo il MANDATO TEMPORANEO in ogni PUBBLICO IMPIEGO

    Trasformare un mondo ridotto ad un simile stato di confusione è impossibile senza compiere un balzo intellettuale. Il che non è possibile senza guadagnare una precisa consapevolezza storica.

    Brevemente: la differenza fra TIRANNIA e DEMOCRAZIA sta tutta nel MANDATO TEMPORANEO dei ruoli pubblici. Non c’è altro che conti altrettanto. Ripercorriamo la Storia per vedere cos’è successo.

    Il processo di democratizzazione iniziò molto tempo fa, agli albori delle stesse monarchie, con l’introduzione del MANDATO TEMPORANEO per i membri dei Parlamenti. 70 anni fa, in Italia, con l’avvento della Repubblica Democratica, la democrazia avrebbe dovuto continuare a diffondersi con l’estensione del MANDATO TEMPORANEO in ogni ruolo della Funzione Pubblica, amministrazione e servizi. Senonché i CARRIERISTI, gli assunti a vita nel Pubblico Impiego secondo l’uso pre-democratico, hanno bloccato l’evoluzione culturale e di conseguenza il propagarsi della democrazia al solo scopo di conservare il “loro” POSTO FISSO. Lo stesso fenomeno è avvenuto in ogni altro Paese definentesi democratico.

    Le lotte per il lavoro hanno poi impedito la presa individuale di coscienza che ad ogni Impiego Pubblico corrisponde un BENE e POTERE PUBBLICO che non può essere assegnato a vita, non può divenire un FEUDO PERSONALE, pena la riduzione della Res Pubblica a proprietà privata d’accesso ad altri. Di fatto è stato mantenuto pari pari il disegno etico, filosofico, legislativo e politico delle precedenti società feudal/imperial/monarco/fasciste. Funziona così: gli assunti a vita nel Pubblico Impiego mantengono i sudditi emarginati, ignari/ignoranti ed impotenti così che Pubblico e Privato possano liberamente fare del loro PEGGIO. Il mondo che viviamo è stato costruito esattamente così.

    Ora possiamo scegliere: se continuare a far confusione, a diffondere una incultura creata ad arte dai CARRIERISTI PUBBLICI per difendere il privilegio di ruoli pubblici assegnati a vita, rimanere indifferenti tutt’al più facendo proteste che senza una IDEA valida saranno solo controproducenti, o deciderci a divenire persone mature e responsabili che si focalizzano su un solo grande obiettivo: concludere il PROCESSO di DEMOCRATIZZAZIONE iniziato secoli addietro ed intoppatosi 70 anni fa.

    Rendiamo democratici gli apparati pubblici d’Italia, d’Europa, del mondo intero, introducendo finalmente il mandato temporaneo in ogni Pubblico Impiego, anche il più umile. Capiamo bene perché: il tempo determinato nella P.A. non serve solo a far funzionare correttamente il settore Pubblico e quello Privato ma (abbinato ad un reddito da cittadinanza temporaneo) è proprio ciò che necessita ed urge per risolvere anche il problema della REDISTRIBUZIONE del REDDITO.

    Si realizzi dunque subito il PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO: concesso esclusivamente con mandato temporaneo. Non possiamo tollerare che un primo ministro od un capo di stato siano incaricati a vita. Perché dovremmo accettare che alcuni detengano come loro proprietà personale, privata, impieghi, poteri, redditi che sono altrettanto PUBBLICI quindi di proprietà comune? Questa terrificante anomalia è durata fin troppo.

    Danilo D’Antonio

    Piazza del Municipio
    64010 Rocca S. M. (TE)

    +39 339 5014947

    PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO
    http://hyperlinker.com/ars/index_it.htm

  2. Ma c’è qualcuno che controlla il contenuto degli articoli? No perchè mi sa che avete preso na cantonata. Domenica, in Grecia, c’è il referendum…

    • Nel testo c’è anche: “Tutto questo, a meno che non si tratti di un bluff ben congegnato da parte ellenica, come potrebbero suggerire le parole del ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble: “[la lettera inviata dal premier greco] non contribuisce a fare più chiarezza”, aggiungendo che Atene “deve dire che cosa vuole”, sostenendo infine che parlare prima del referendum indetto dal governo di Atene “non ha senso”.”
      Quale significato può avere la Lettera se ci sarà il referendum? Ammetterai che è strano. Ma ormai tutto è possibile, e più che riportare quello che emerge è difficile fare. Prendiamo atto (e domani credo che lo riporteremo) che Tsipras ha apparentemente confermato la consultazione chiedendo il “No”. Staremo a vedere

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