Con i soldi italiani l’Esm compra Bund tedeschi

Angela Merkel

Bruxelles, 21 ott – Il Meccanismo Europeo di Stabilità (Esm) è una delle più discusse creazione degli euro-tecnici, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro, con la funzione in pratica di aiutare quegli Stati in difficoltà a rimettersi in linea con i parametri imposti da Bruxelles. Il fondo viene finanziato da tutti gli Stati membri, anche da quelli che in teoria dovrebbero prenderli in prestito più che darli i soldi, data la loro non ottimale situazione economica. Ad esempio l’Italia nel triennio 2011-2013 ha versato la bellezza di 42,8 miliardi (poi non trovavano 1,5 miliardi per finanziare la cassa integrazione) nelle casse del fondo, nel silenzio generale dei media e della politica che non perdevano, e non perdono, occasione per accusare gli italiani di essere spreconi, di vivere al di sopra delle proprie possibilità e invocando il momento delle riforme “lacrime e sangue”. In un articolo di qualche mese fa Paolo Cardenà, esperto di finanza e Private Banker dei maggiori Gruppi Bancari italiani, spiegava che tra l’altro: “ l’Italia, al momento del pagamento di questi aiuti non disponeva delle risorse necessarie e lo ha potuto fare indebitandosi sul mercato, a tassi la cui dinamica è ben nota a tutti. Per indebitarsi sui mercati e quindi attrarre gli investitori, tranquillizzandoli sulla solidità (latente) dell’Italia, un intero Paese è stato premuto di tasse, con effetti del tutto tangibili nella monotonia delle tasche degli italiani. Quindi ci siamo fatti prestare soldi per metterli in un fondo che domani, forse, ce li ripresterà ad interesse.

Altra peculiarità del Fondo salva-Stati è il fatto che essa non comunica dettagliatamente come utilizza il capitale affidatogli dai vari stati, si sa solamente che i soldi possono essere investiti in titoli di debito statali con un rating non inferiore alla doppia A e in Europa è facile capire di cosa si parla: Bund tedeschi.

Ricapitolando, un fondo in teoria creato per aiutare gli Stati in difficoltà, utilizza i propri capitali per acquistare i titoli di debito della nazione più ricca dell’Eurozona e non è attingibile dagli Stati in crisi per finanziare gli istituti di credito nazionali, così facendo i titoli tedeschi saranno sempre più sicuri e di conseguenza lo spread con gli altri paesi salirà sempre di più con tutto il circo che ne consegue. Sbagliato il meccanismo, più sbagliato l’utilizzo.


Rolando Mancini

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