Energia e Breda, si muove la galassia Ansaldo

>>>ANSA/ FINMECCANICA: FSI PER ANSALDO ENERGIA,VERSO SFIDA A DUERoma, 13 mag – Escono gli americani, entrano i cinesi. Nel mezzo, l’intervento dello Stato. Gli ultimi anni di Ansaldo Energia potrebbero riassumersi in queste poche frasi. Il gruppo genovese, un tempo stabilmente inserito all’interno della conglomerata Finmeccanica, nel 2011 sigla un accordo con il fondo a stelle e strisce First Reserve, che acquisisce il 45% della società energetica. Verso la fine del 2013, con la scelta da parte della casa madre di dismettere le attività non di pertinenza del militare e della sicurezza, si avviano le trattative alla ricerca di un “partner” per consentire al gruppo di piazza Monte Grappa di collocare il proprio 55% residuo. In assenza di compratori nazionali di rilievo e con la prospettiva di vedere l’ennesima realtà passare di mano all’estero, interviene Cassa depositi e prestiti attraverso il suo braccio operativo, il Fondo strategico italiano, che acquista l’85% della società. E’ notizia recente l’accordo con Shanghai Electric che permette a questi ultimi di entrare nel capitale con una quota di minoranza, vale a dire il 40%. L’esborso relativo è pari a 400 milioni, garantendo così anche un’importante plusvalenza al fondo controllato da Cdp.


Due i punti di rilievo. Shanghai Electric non è un fondo di investimento ma una realtà tipicamente operativa, il che permette ad Ansaldo Energia di entrare nel sempre dinamico mercato cinese. A patto che la partecipazione non comporti un significativo deflusso di brevetti, conoscenze e tecnologie dall’Italia all’estremo oriente: rischio da considerare, ma il fatto che la maggioranza rimanga in mani pubbliche (45% Fondo strategico italiano, 15% Finmeccanica) può offrire una protezione non indifferente. In secondo luogo va sottolineato come, alla fine dei conti, l’intervento statale si sia rivelato più che indispensabile. Senza il passaggio “intermedio”, infatti, la proprietà sarebbe probabilmente stata trasferita tout court fuori dai confini.

Per quanto riguarda invece lo scottante dossier AnsaldoBreda, lasciato nelle mani del nuovo amministratore delegato Mauro Moretti, si registrano importanti novità. Anzitutto contabili: nel primo trimestre del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno AnsaldoBreda_logoprecedente salgono i ricavi da 144 a 160 milioni, con la cronica perdita di esercizio in sensibile diminuzione da -24 a -14 milioni. E’ prematuro parlare di inversione di tendenza ma, considerando le recenti assegnazione di importanti commesse prima in Perù e poi da parte delle Ferrovie dello Stato, si possono scorgere timidi segnali di una possibile inversione di tendenza. Una mano importante a Moretti il quale, da ad delle Ferrovie, non ha mai nascosto i dubbi a proposito della più volte ventilata cessione sia di Breda che di Sts.

Filippo Burla

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