Eni Egitto delta NiloIl Cairo, 23 ago – Una produzione che ammonta a quasi 2 miliardi di metri cubi di gas naturale al giorno, oltre ad 800 milioni di barili in condensati associati all’oro blu. Sono queste le cifre della messa in produzione del giacimento costiero di DeKa (Denis-Karawan), operato tramite la controllata locale Ieoc Production BV, in joint-venture con BP Egypt.

Nel comunicato ufficiale rilasciato dalla società si legge che il picco di produzione è atteso entro il primo trimestre del prossimo anno, quando i metri cubi estratti quotidianamente raggiungeranno i 6.5 miliardi. A titolo di confronto, il fabbisogno nazionale -su base media durante l’anno- di utilizzatori industriali e domestici si attesta a meno di 0.2 miliardi al giorno, dato peraltro in sensibile diminuzione a causa del perdurare della crisi che si riflette anche sui consumi energetici.

La messa in produzione del giacimento situato a nord del delta del Nilo, fra Damietta e Port Said, conferma la strategicità dell’Africa nei piani di Eni.

La presenza del cane a sei zampe all’ombra delle piramidi ha da tempo superato il mezzo secolo. Correva l’anno 1954 quando, sulla scia degli investimenti portati convintamene avanti in Africa dal fondatore Enrico Mattei, la compagnia petrolifera nazionale muoveva i suoi primi passi nella terra dei faraoni. Una presenza che ha saputo resistere a grandi cambiamenti avvenuti nel paese più mediorientale di tutto il continente nero: da Nasser a Sadat, fino a Mubarak ed ai recenti stravolgimenti di piazza e politico-militari durante i quali l’Eni ha mantenuto un ruolo di spettatore, proseguendo nella sua attività. Fino alle recenti scoperte, frutto delle capacità aziendali più che di una (colpevolmente assente) linea di politica estera.

Filippo Burla

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here