Equitalia, Maradona e l’attesa per il decreto attuativo

maradona-equitalia-2Roma, 21 Ott – Quando venne emanato il decreto del fare, ad inizio Agosto, gli italiani avevano tirato un sospiro di sollievo: il vampiro Equitalia sembrava assumere delle sembianze più umane.

In effetti la possibilità di concedere fino a 120 rate e la facoltà di saltarne otto pur mantenendo in essere il piano di rateizzazione andavano incontro all’esigenze dei contribuenti in difficoltà.

C’è un però. Tali disposizioni per tradursi in realtà dovevano infatti attendere il varo del decreto attuativo, il quale sarebbe dovuto avvenire entro il 20 settembre e di cui invece si sono perse ad oggi le tracce. A rendercelo noto è lo stesso ministero dell’Economia, per bocca del sottosegretario  Alberto Giorgetti, nel corso di una question time promossa in commissione Finanze da Daniele Capezzone (Pdl).Al quesito su quale fosse lo stato di avanzamento del decreto attuativo la risposta è stata eloquente: «sono in fase avanzata gli approfondimenti necessari alla stesura del provvedimento» e si sta lavorando «alla predisposizione di una bozza di decreto che possa consentire, in un’architettura coerente con le altre disposizioni di settore, l’applicazione del nuovo meccanismo di rateazione nel più breve tempo possibile, al fine di tutelare i contribuenti in difficoltà».

Ciò vuol dire, apertis verbis, che la redazione del decreto non è stata neanche cominciata e che quindi chiunque si può benissimo vedere negata una richiesta di rateazione decennale, che pure sarebbe nei suoi diritti ottenere secondo il decreto del fare.


Insomma Equitalia non è ancora andata a spuntarsi i canini. Il tutto con buona pace dei contribuenti ed in barba allo stesso Dl 69/2013 che prevedeva la tassativa scadenza di 30 giorni dalla promulgazione della legge di conversione per l’emanazione del decreto attuativo.

Si spiega forse con la rabbia verso questo ritardo il gesto dell’ombrello fatto da Diego Armando Maradona, ex pibe de oro, ad Equitalia durante la trasmissione “che tempo che fa” di maradona-equitalia-2 Fazio?

Sicuramente la possibilità di rateizzare il suo debito di 39 milioni di euro con il fisco italiano in 120 volte gli avrebbe fatto comodo, ma forse più che l’impellente esigenza di dilazionare ha pagato la volontà di monetizzare il più possibile anche un aspetto sostanzialmente drammatico come il ricevimento di una cartella esattoriale multimilionaria davanti ai familiari.

Perché certamente la difesa di Equitalia da parte del vice ministro dell’Economia Fassina, che ha definito «miserabile» il gesto di Maradona, stona con la prassi di un’ ente che spesso ha suscitato polemiche proprio per la sua iniquità e freddezza,  ma è altrettanto vero che, a differenza di quanto sostenuto dall’avvocato del campionissimo di Lanùs, con quasi 40 milioni di debito erariale è difficile essere considerati dei «contribuenti perseguitati uguali agli altri». Imprenditori e famiglie qualunque finite sul lastrico per debiti assai inferiori potrebbero a tal proposito obiettare che a loro è toccato il suicidio o la povertà, lui ha preso soldi per un vaffa in tv.

 

Francesco Corrieri

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