Cgia famiglie debitiRoma, 26 mar – Se la ripresa fatica a consolidarsi, cresce invece l’indebitamento delle famiglie. Sono questi i segnali, in parte contraddittori, rilevati dalla Cgia di Mestre nella sua analisi sullo stato di salute delle famiglie italiane.

“Le famiglie italiane – spiega la Cgia – sono mediamente indebitate per un importo pari a 20.341 euro. Nell’insieme, i ‘passivi’ accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 525,9 miliardi di euro”, in crescita dell’1,6% rispetto a due anni fa e dopo i minimi dell’ultimo quinquennio toccati nel 2014. Una situazione che l’associazione degli artigiani mestrini non esita a definire “critica, ma non drammatica”, essendo in parte legata “alla mini-ripresa registrata dai consumi interni”, per i quali sempre più spesso si fa ricorso al debito, vuoi per mutui o prestiti o sotto forma di credito al consumo per beni non durevoli. “Dal 2010 al 2016 la variazione del debito nazionale delle famiglie  è stato del +8,8 per cento mentre l’inflazione del +7,4 per cento“, cerca il segretario della Cgia, Renato Mason.

Tinte chiaroscure, quelle che emergono dal rapporto, che segnala come “a livello territoriale le famiglie più in ‘rosso’ sono ubicate in Lombardia”, con la classifica chiusa dal meridione dove Enna (9072 euro di debiti in media) si colloca all’esatto opposto rispetto a Milano (29.304 euro pro capite). Sempre da un punto di vista geografico, l’aumento dell’indebitamento dei nuclei famigliari è – salvo alcune eccezioni – pressoché uniforme. Circostanza, quest’ultima, preoccupante in termini di equità e distribuzione del reddito. E’ vero infatti che “le aree provinciali più appesantite dai debiti sono quelle che presentano i livelli di reddito più elevati”, ma allo stesso tempo “le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, non destano particolari problemi che, invece, scontiamo in altre aree del Paese, in particolar modo nel Sud”, sottolinea il presidente della Cgia, Paolo Zabeo, che aggiunge: “I dati dell’Istat, purtroppo, ci dicono che negli ultimi 10 anno i nuclei in difficoltà economica sono tornati a crescere di numero, visto che gli effetti della crisi hanno accentuato, anche in Italia, il divario tra poveri e ricchi“.

Filippo Burla

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