finmeccanica e fincantieriRoma, 7 mag – Finmeccanica e Fincantieri, due fra le più importanti realtà industriali italiane e capofila mondiali nei propri settori di riferimento, parteciperanno da protagoniste al rinnovo della flotta della Marina Militare. E’ quanto si apprende da una nota congiunta rilasciata dai due gruppi.

“Nell’ambito del piano, OCCAR (Organisation Conjointe de Cooperation sur l’Armement, l’organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti) ha firmato l’ordine per l’esecuzione contrattuale con il Raggruppamento Temporaneo di Impresa, costituito tra Fincantieri e Finmeccanica, attraverso Selex ES, per la costruzione di sei pattugliatori con ulteriori quattro in opzione e per una unità di supporto logistico“, si legge nel comunicato. La consegna dell’unità di supporto logistico è prevista nel 2019, mentre i pattugliatori saranno pronti a partire dal 2021.

Il valore totale del contratto assomma a 3.5 miliardi, dei quali 2.3 di competenza di Fincantieri e 1.2 per Finmeccanica, rientra nel vasto programma da 5.4 miliardi e prevede anche la costruzione di un’unità da trasporto e sbarco.

“La caratteristica fondamentale comune a tutte e tre le classi di navi -continua la nota- è il loro altissimo livello di innovazione che le rende estremamente flessibili nei diversi profili di utilizzo con un elevato grado di efficienza. In particolare queste unità presentano un doppio profilo di impiego, quello tipicamente militare e quello per operazioni di protezione civile e soccorso in mare; in aggiunta hanno un basso impatto ambientale, attraverso avanzati sistemi di propulsione ausiliari a bassa emissione inquinante (motori elettrici) e di controllo degli effluenti biologici”.

Nell’ambito del raggruppamento di imprese, Fincantieri si occuperà della costruzione e del supporto nei primi dieci anni di vita delle unità, mentre Finmeccanica doterà i sistemi di combattimento avvalendosi, oltre che delle competenze di Selex ES, anche della collaborazione di altre consociate del gruppo della difesa quali Oto Melara, Wass, Mbda ed Elettronica.

“Questo programma -ha commentato Giuseppe Bono, ad di Fincantieri- oltre alle significative implicazioni geo-politiche con il rilancio del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, ha una profonda valenza industriale. Esso permette infatti di aumentare i livelli di occupazione e dello sviluppo della ricerca tecnologica non solo per il nostro gruppo, ma per tutte le aziende dell’indotto”. Bono ha poi ricordato come l’industria navale e meccanica permette di generare una ricaduta nell’indotto fino a quattro volte l’investimento, con un impatto occupazione che supera le nove volte gli occupati diretti di Fincantieri.

Soddisfazione anche da parte di Finmeccanica: “Questo importante programma offre l’opportunità di valorizzare fortemente il patrimonio tecnologico di Finmeccanica nel settore navale. Il risultato di questo sviluppo, che renderà le nuove navi della Marina Militare all’avanguardia tecnologica, potrà essere valorizzato anche sul mercato internazionale, dove Finmeccanica vanta una lunga tradizione e un grande apprezzamento da parte dei clienti”, ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo, Mauro Moretti.

Filippo Burla

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