Finmeccanica: la rivoluzione targata Moretti

Totoministri: Guerra si tira fuori, Renzi vorrebbe ProdiRoma, 16 giu – Grandi manovre in casa Finmeccanica. L’avvicendamento al vertice, con Mauro Moretti a sostituire Alessandro Pansa, non sembra procedere nel senso della continuità. Una normale prassi aziendale all’atto del cambio della dirigenza. Numerose le novità in corso d’opera, pur ancora da definirsi.

A partire dall’assetto di controllo, la cosiddetta governance. Così come fu per il drastico taglio ai ruoli esecutivi nelle Ferrovie, anche nel gruppo della difesa si prospetta una rivoluzione. Anzitutto niente più ex militari a capo delle controllate. In secondo luogo, obbligo di concordare con la direzione centrale di Piazza Monte Grappa, a Roma, ogni qualsiasi trattativa in corso con clienti istituzionali. Il riferimento è principalmente ai contatti con le forze armate, che negli ultimi anni hanno causato più di qualche grattacapo.

L’aspetto probabilmente più rilevante della nuova gestione, tuttavia, sembra essere il rimescolamento delle carte nell’ambito della ridefinizione del perimetro del gruppo. Messe, almeno per il momento, in naftalina le ipotesi di cessione di Ansaldo Sts e AnsaldoBreda, fa il suo ingresso tra le candidate alla vendita la Drs. L’azienda americana fu acquistata del 2008, durante la reggenza di Guarguaglini. Prezzo dell’operazione 3.4 miliardi di euro: non pochi, ma necessari per entrare nella redditizia orbita delle commesse con il Pentagono. Fu un passaggio meritevole nel quadro della strategia di espansione internazionale. Le storiche e potenti realtà locali hanno però poco gradito l’intromissione, facendo blocco comune e rintuzzando le potenzialità della controllata a stelle e strisce. Finmeccanica ha dovuto infine concederle, per poter rientrare nelle grazie del dipartimento della difesa Usa, totale autonomia gestionale. Non una situazione confacente allo spirito di accentramento del nuovo amministratore delegato. Da qui la decisione, per ora solo abbozzata, di procedere con la dismissione dell’attività d’oltreoceano.

Mauro Moretti non si discosta dal piglio di stampo decisionista che l’ha accompagnato durante gli anni della gestione delle Ferrovie dello Stato. Certo, Finmeccanica è realtà ben diversa e il delicato settore nel quale opera forse imporrebbe qualche cautela in più, ma non sembra che il navigato dirigente pubblico abbia intenzione di usare i guanti di velluto. Un atteggiamento che sembra ricalcare quello adottato da Guarguaglini all’epoca delle manovre volte a garantire all’impresa di Stato uno spazio fra le grandi del mondo. Siamo ancora agli esordi, ma la strada sembra già imboccare una decisione precisa. Con l’auspicio che il finale sia diverso da quale che siamo abituati da qualche anno a vedere ogni volta che si parla di Finmeccanica.


Filippo Burla

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