Berlino, 26 ago – La Reuters ci fa sapere che il governo tedesco ha preso una decisione molto importante in questi giorni: riportare in Patria 1710 delle 3378 tonnellate d’oro che compongono le proprie risorse auree. Il tonnellaggio mancante rimane presso la Fed di New York (circa 1200 tonnellate) e a Londra (più di 430 tonnellate).

Ai tempi della guerra fredda si decise che era meglio allontanare questa immensa ricchezza che avrebbe potuto essere bottino di una eventuale invasione sovietica ed ora questa rapida scelta a contrario. Apparentemente la decisione della Bundesbank sembrerebbe legata al crescente malcontento della società civile tedesca nei confronti dell’idea che il proprio oro fosse di fatto nelle mani di Inglesi e Americani (ed in misura minore di francesi). Ci permettiamo di dubitare che sia la vera ragione dal momento che non ci risulta che nessuna banca in generale, e sicuramente non quella centrale tedesca, si sia mai particolarmente interessata allo “stato d’animo” dei propri cittadini. Riteniamo più probabile che sia una scelta del governo tedesco dettata dalla curiosa guerra dell’oro che, soprattutto Russia e Cina stanno combattendo in questi ultimi 24 mesi, con continui acquisti, a detta di molti analisi in previsione di un riparo sicuro in caso di crisi economica.

Non va inoltre dimenticato che il livello di tensione tra il governo tedesco e quello americano ha raggiunto picchi importanti in questo ultimo anno ed il governo tedesco sta cominciando a tentare di accorciare una delle leve di cui gli Usa possono disporre. Infine una importante eventualità: il mercato dell’oro è regolato dall’incrocio sia dei titoli per il possesso dell’oro fisico, sia soprattutto, di futures e derivati dietro il quale non esiste davvero sempre l’oro dichiarato (anzi, secondo alcune stime i derivati dell’oro dichiarano un valore di venti volte superiore all’effettiva quantità di oro presente nel mondo): una situazione che potrebbe non durare per sempre , anzi una eventuale crisi farebbe immediatamente diventare carta straccia ogni derivato e invece possedere fisicamente dell’oro, al limite anche non proprio, anche teoricamente di proprietà di qualcun altro, farebbe tutta la differenza del mondo.

Vedremo in questi mesi se la decisione avrà conseguenze. Certo è che tale scelta certifica che l’esecutivo di Berlino si fida dei propri buoni rapporti con Usa ed Inghilterra fino ad un certo punto e, soprattutto, potrebbe ritenere non nulla la possibilità di una crisi o di una situazione politica per la quale avere il proprio oro possa rivelarsi decisivo.

Guido Taietti

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