baby slotRoma, 5 mar – Sta crescendo l’allarme sociale intorno alle ‘baby slot’, le slot machine destinate ai bambini. La diffusione di queste macchine avviene sia nei bar, accanto alle slot per adulti, sia nelle applicazioni per smart phone e tablet. E proprio l’ingresso nel mercato virtuale è ciò che desta maggiori preoccupazioni, in proporzione al crescente utilizzo di telefoni e tablet da parte dei più piccoli.

“Di 2200 app categorizzate slot machine, 19 (e crescono ogni giorno) hanno il tag ‘per bambini’ e per età 4-8 anni. Così si diffonde in maniera pervasiva una ‘cultura’ dell’azzardo per cui subdolamente finisci per non avvertire il pericolo né l’assurdità di un gioco così”, ha dichiarato all’Ansa Simone Feder del movimento No-slot.
Giochi solo nel nome, le slot-machine per bambini sono il classico lupo travestito da agnello. Con colori accesi e jingle da pubblicità, insegnano al bambino ad avere dimestichezza con il ‘gioco’ d’azzardo, creando in esso quelle inferenze sotto traccia che un domani faciliteranno il suo avvicinarsi alle macchinette per adulti.

L’allarme paventato per i bambini viene a sommarsi a quello già accertato per gli adulti: gli italiani hanno infatti giocato nell’ultimo anno ben 76,1 miliardi di euro se si considera solo il fatturato legale e l’Italia con questa cifra occupa il primo posto in Europa e il terzo nel mondo. Si tratta di una vera e propria piaga sociale, acuita dalla crisi economica che ha spinto molte persone a seguire i miraggi del guadagno facile, svegliandosi invece con una dipendenza da gioco. Lo Stato aspetta alla cassa, insieme alle concessionarie e alla criminalità organizzata, sempre più presente sul mercato delle slot, come accertato dalla direzione nazionale antimafia.

Il circolo vizioso è ormai innestato, e sembra senza fine la diffusione a macchia d’olio delle slot machine sul territorio nazionale. Ma la perdita per le famiglie italiane non è solo economica. L’incrocio tra la concentrazione territoriale degli esercizi e le statistiche sanitarie mostra infatti che la diffusione delle macchinette va a braccetto con il rischio di patologie legate all’ azzardo e di dipendenze, in particolare tra i giovani. Questa correlazione è stata confermata dall’incrocio tra i dati pubblicati da Wired nel luglio scorso e quelli di European School Project on Alcohol and Other Drugs, la più accurata indagine sulle dipendenze giovanili. L’associazione Libera stima in 800 mila le persone dipendenti dal gioco e altri 2 milioni di giocatori sarebbero a rischio.

A questi numeri, i ‘signori delle slot’ vogliono aggiungere l’esercito di riserva dei bambini, a rischio di sviluppare una ludopatia ancora più drammatica di quella degli adulti. Il mercato ha già individuato da tempo il bambino come un consumatore immediato, ideale perché ingenuo (o ritenuto tale) e a cui è possibile vendere qualsiasi cosa, e con un forte ascendente sui consumi dei genitori. La fidelizzazione del consumatore parte dall’infanzia, di pari passo con la distruzione della sua libertà mentale. Per i baby schiavi ora è pronta pure la catena delle slot.

Simone Pellico

 

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