Roma, 24 lug – Secondo uno studio elaborato dai siti facile.it e prestiti.it all’interno del loro periodico osservatorio sul credito al consumo, sono numerosi gli italiani che pur di non rinunciare alle vacanze fa ricorso ai prestiti.

Nel primo semestre del 2015 i finanziamenti erogati per pagare viaggi e vacanze sono stati pari a circa 26 milioni di euro. Rispetto allo scorso anno scende la cifra media richiesta attestandosi a 4.200 euro contro i 5.300 euro dello scorso anno, ma crescono i tempi di restituzione previsti (le fatidiche rate per intenderci). Nel 2014 chi chiedeva un prestito per pagare una vacanza o un viaggio aveva un tempo di restituzione medio pari a 42 rate. Quest’anno si è passati a 47, vale a dire che saranno quattro gli anni necessari per ripagare l’intero importo richiesto a finanziamento.

Le regioni in cui si accede maggiormente ai finanziamenti finalizzati alle vacanze sono Lombardia e Campania: 29% e 12% del totale.

Dati imbarazzanti se non drammatici che evidenziano come l’incidenza della crisi, al di là delle sbandierate propagande renziane, sia ancora forte e pressante in quel grosso segmento sociale che è il ceto medio italiano. Troppo elevata la pressione fiscale per poter permettere un rilancio dei consumi, e più in generale anche troppo ingessata la politica economica dell’attuale esecutivo, genuflesso ai diktat europeisti.

Resta da chiedersi se le vacanze siano da ascrivere ad una necessità di tipo psicologico (relax dopo un anno di frenetica attività produttiva) o se appartengano a quell’immenso bouquet che ci viene offerto dalla civiltà dei consumi per il quale non si riesce più a fare a meno.

Giuseppe Maneggio

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