Ideal-Standard-logoPordenone, 20 lug – Una storia come tante quella dell’Ideal Standard di Orcenigo, nella provincia friulana. La storia di successo di un’azienda attiva nell’ambito dei sanitari, della rubinetteria, dei radiatori e dei comuni termosifoni. Una multinazionale nata e cresciuta come tale, con stabilimenti anche in Italia.

La crisi morde, la domanda interna nazionale cola a picco e così il fondo d’investimento opta per la chiusura tout court. A Orcenigo rischiano il posto 400 lavoratori, per quella che è una decisione del tutto unilaterale. Non un fulmine a ciel sereno, ma di fronte agli effetti potenziali della drastica decisione non avrebbe guastato un minimo di tatto. Anche perché, di fronte alla disponibilità al dialogo, diventa più agevole tentare la ricerca di soluzioni alternative.

La proprietà si è sempre trincerata dietro all’assenza di offerte ricevibili per lo stabilimento. Almeno un’offerta, però, potrebbe a breve venire a realizzarsi. E, per giunta, non saremmo di fronte all’ennesimo cambio di casacca da un gruppo all’altro. Passaggi di proprietà a ripetizione che, nel migliore dei casi, portano alla ricerca della polpa aziendale da distribuire fra gli azionisti. Vedi alla voce Parmalat per l’ultimo clamoroso esempio.

Tutto il contrario, in questo caso: diciotto lavoratori -con la prospettiva di estendere la compagine anche agli altri dipendenti- del sito friulano si sono infatti costituiti i cooperativa, nell’estremo tentativo di salvare all’ultimo le sorti dell’impianto. Iniziativa salutata con favore dal compatto fronte sindacale (caso più unico che raro) e dalla provincia di Pordenone. Informato il ministero dello Sviluppo, che ha accolto positivamente la notizia, l’obiettivo adesso è quello di cercare l’accesso alla cassa integrazione in deroga da sfruttare fino al termine dell’anno.

Filippo Burla

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