Il meccanismo dello spread

spreadLo spread, assurto come arma di terrorismo psicologico di massa dalla fine del 2011, come è noto altro non è che la differenza tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi. Le nazioni europee, in pratica, sono costrette a collocare sul mercato, con aste a scadenza mensile o più, titoli obbligazionari per ricevere quella liquidità necessaria a rifinanziare il proprio debito pubblico. Sono ovviamente legati al rischio che gli investitori si accollano per poterli acquistare, quindi tanto più uno Stato è giudicato poco credibile e affidabile da un punto di vista economico, tanto più il tasso di interesse, o rendimento, dei titoli obbligazionari lieviterà. Il parametro di riferimento è stato fissato con i Bund teutonici in virtù del giudizio positivo e stabile che viene attribuito unanimemente all’economia di Berlino. Nel caso italiano sono i Btp (Buoni del Tesoro Poliennali), i titoli collocati dalla Banca D’Italia alle aste, ad essere parametrizzati con i corrispettivi tedeschi. Questa forbice tanto più è ampia tanto più pesa nel giudizio complessivo degli investitori borsistici. Chi investe, e generalmente chi lo fa cerca sempre il massimo rendimento nel più breve lasso di tempo possibile, ha necessità di trovare appetibilità nei nostri Btp, altrimenti comprerebbero i più solidi Bund tedeschi. Questa appetibilità si traduce in un elevato tasso di interesse.

Il modello germanico assume così lo standard di riferimento che dovrà causa forza, essere inoculato anche all’interno di economie così diverse come quelle dei Paesi mediterranei. I mercati, di loro invece, divengono giudici e arbitri delle democrazie europee con possibilità di poter promuovere o bocciare le politiche economiche di nazioni e popoli interi. Basti pensare che se uno stato non procede verso quei binari indicati dagli stessi mercati, permettendosi di promuovere una politica sovrana anche soltanto in un solo campo dell’economia (si pensi all’Ungheria e al sua strenua difesa della sovranità monetaria), si vedrà aumentare lo spread e il rischio di insolvenza, fino eventualmente ad arrivare alla delegittimazione mediatica. Media che com’è ben noto sono controllati dagli stessi soggetti che partecipano al “balletto” bancario-finanziario

Lo spread diviene quindi una sorta di meccanismo in mano alle grandi lobby finanziarie-speculative per eviscerare la sovranità delle nazioni e sottoporre ad usura interi popoli. Anche perché per calmierare questo differenziale la ricetta è una e una sola: smantellamento dello stato sociale, deregolamentazione del mondo bancario e finanziario che dovrà essere scevro dal controllo politico, svendita del patrimonio pubblico, liberalizzazione selvaggia del mondo del lavoro che dovrà divenire mercato anch’esso, e privatizzazioni di settori strategici. In sostanza la morte di una nazione.


Giuseppe Maneggio

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Una risposta a Il meccanismo dello spread

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