electrolux1Treviso, 29 ott – Hai voglia a parlare di riduzione di tasse e di cuneo fiscale. Le aziende estere non sentono ragione né tanto meno aspettano. Se ne vanno, punto! Questa volta tocca all’ex miracolo italiano degli anni recenti, quel Nord-Est (veneto, Friuli e Trentino) che ancora regge, nonostante tutto.

La Electrolux, colosso svedese dei grandi elettrodomestici  (forni, frigoriferi, lavatrici) dichiara che nei quattro stabilimenti italiani: Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Solaro (Milano) e Forlì, sono previsti 461 esuberi e trasferimenti di linea nell’Est Europa. Precisamente, sono in corso delle “investigazioni” sulla possibilità di spostamento della linea di produzione di lavatrici di bassa gamma ( da Porcia a Olawa, Polonia), delle lavastoviglie (da Solaro a Zarow), e dei frigoriferi di nuova gamma (da Susegana all’Ungheria).

I 461 esuberi sono stati confermati ieri ed  immediatamente è scattata la mobilitazione sindacale, con un pacchetto di 16 ore di sciopero indette da oggi fino al 20 novembre.

Le motivazioni riportate dalla casa madre le abbiamo sentite talmente tante volte da conoscerle a memoria  che quasi non ci facciamo più caso : “mantenere la sostenibilità delle produzioni oggi gravemente compromesse nel contesto europeo” e “focalizzazione del business”. Solo che insieme alle linee Electrolux è stato deciso il trasferimento alla casa madre di Stoccolma di una ventina di persone (non riusciamo a chiamarle risorse) del dipartimento design di Porcia, il gioiello della produzione in Italia. Insomma, l’azienda svedese si ridimensiona fortemente nel territorio nazionale, e come tanti si sposta, col timore che questo sia un primo passo verso una progressiva dismissione e una chiusura degli stabilimenti.

Dell’apatia della politica nei confronti di un mercato del lavoro che non ha tempo da perdere ne abbiamo parlato in altre occasioni, ma i contorni della mattanza ci sono tutti, e proprio nei settori che hanno fatto da traino nel passato. Ancora calde sono le ceneri delle riorganizzazioni e spostamenti di produzione della Indesit in Piemonte e del gruppo Merloni nelle Marche. L’appello dei sindacati affinché il Premier Letta inviti il board di Electrolux a confrontarsi direttamente con loro è stato lanciato, se questo verrà ascoltato al momento non ci è dato saperlo.

Gaetano Saraniti.

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