industria ciminieraRoma, 9 set – Esiste un modello di sviluppo alternativo a quello britannico, ovvero a quello fondato sul saccheggio finanziario e sullo stato di guerra permanente che fa capo direttamente o indirettamente alla City di Londra? La risposta pare essere “no”, ma in realtà potrebbe trattarsi di un “forse”.

Pochi hanno la lucidità mentale per capirlo, ma siamo con tutta probabilità all’inizio di una nuova era incentrata sull’asse fra Russia e Cina (e comprendente molte altre nazioni dal Sudamerica all’Africa), che si fonderà su postulati radicalmente diversi da quelli imperanti negli Stati Uniti ed in Europa.

Fondamentalmente possiamo identificare i tre pilastri del modello russo-cinese. In sintesi:

1) Forti investimenti pubblici in grandi progetti infrastrutturali di lungo periodo, sostenuti direttamente o indirettamente dalla banca centrale (che in questi Stati è subordinata al governo) che incrementano la produttività del lavoro e fungono da volano tecnologico per l’intera economia nazionale;

2) Rifiuto del dogma liberoscambista della libera circolazione internazionale di capitali, merci e persone;

3) Controllo pubblico o comunque fortissima regolamentazione del settore finanziario nazionale, che viene così sottratto al casinò finanziario globalizzato di Wall Street e della City di Londra, e funge da “infrastruttura finanziaria” per l’economia reale.

A questi tre punti se ne può aggiungere un quarto, almeno in prospettiva, ed è l’interesse crescente per le due potenze per la questione energetica, in particolare per la fusione nucleare controllata, che tutti sanno essere la sfida decisiva del 21esimo secolo, nel senso che chi dovesse riuscire a realizzarla avrà per le mani la chiave del futuro, il fuoco che Prometeo rubò ad uno Zeus geloso delle potenzialità dell’uomo e che funge da combustibile per le stelle.

In un precedente articolo abbiamo già spiegato per quale motivo è inutile puntare su eolico e fotovoltaico, pensando che il futuro dell’Italia possa essere affidato a pale e pannelli “perché in Italia il sole e il vento non mancano”.

È però utile ricordare che queste fallimentari tecnologie non avrebbero avuto l’eco mediatica che hanno avuto in assenza della più colossale frode pseudoscientifica della storia umana (che pure ne è ricca) e cioè quella del surriscaldamento globale antropogenico, che proprio in questi giorni ha ricevuto l’ennesima,clamorosa smentita.

Infatti, è stato reso noto che rilevazioni satellitari accurate mostrano come i ghiacci antartici (che secondo Al Gore dovevano scioglierci distruggendo la vita umana) siano aumentati di 1,7 milioni di Km2 in appena due anni. Un fatto clamoroso che getta ancor più ombre sulle balle inventate dall’Ipcc per tentare di contrastare l’industrializzazione dei paesi emergenti e per stoppare quella delle nazioni europee costringendole a sopportare immensi ed inutili costi per ridurre le emissioni.

Bisogna essere chiari: l’Europa, accodandosi a Usa e Regno Unito in un sistema transatlantico ha nei fatti rinunciato a giocare un ruolo storico nel secolo appena iniziato. Le alternative sono solo due: liberarci dall’Ue e dalla Nato oppure accontentarci di essere una riserva turistica per ricchi asiatici. Tertium non datur.

Matteo Rovatti

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