Roma, 11 feb – Un’altra eccellenza dell’enogastronomia italiana finisce nel tritacarne dei trattati dell’Unione Europea. Parliamo del pomodoro Pachino, prodotto Igp siciliano che sta attraversando una fase di gravissima crisi a causa degli accordi commerciali siglati da Bruxelles.

camerun Pachino
I datterini venduti in Sicilia, terra del pomodoro Pachino. La provenienza? Il Camerun

Sembra un controsenso, ma perfino negli scaffali dei supermercati della città di Pachino – che dà il nome al ciliegino noto in tutto il mondo per le sue caratteristiche – e non solo è da tempo in atto una vera e propria invasione di pomodorini che arrivano dall’altra parte del mondo. Dal Camerun per essere più precisi, 4000 km di distanza. “Merito” – se così si può dire – di un trattato di libero scambio siglato nel 2016 che “a fronte dell’esportazione di 1.760 prodotti europei prevede l’ingresso di prodotti camerunensi” spiega Edy Bandiera, assessore regionale all’agricoltura.

Il risultato? Con l’arrivo dei pomodorini d’importazione, il prezzo del Pachino è crollato fra i 30 e i 60 centesimi al chilo. Un valore di mercato che non copre nemmeno i costi di produzione, che oscillano attorno all’euro per chilo. E così, ai produttori non resta altro da fare se non lasciare l’oro rosso – come viene (o meglio: veniva) chiamato – a marcire sulle piantine.

Non è la prima volta che l’Unione Europea, la quale detiene la competenza esclusiva in merito alla politica commerciale degli Stati membri, gioca uno scherzetto simile. Perché se è vero che abbiamo il primato mondiale su prodotti Dop e Igp con 818 indicazioni geografiche registrate a livello europeo, allo stesso tempo l’Ue non fa mistero di lavorare – non è dato sapere se per incompetenza o deliberatamente – per rendere ad essi la vita difficile se non impossibile. Dalla mancata tutela di parmigiano e prosciutto di Parma, colpite dal “semaforo alimentare” sul quale la Commissione ha deciso di non esprimersi, all’olio d’oliva importato a forza dalla Tunisia (con la motivazione di consolidare l’economia del Paese, a discapito della nostra), gli esempi si sprecano. E offrono la cifra della schizofrenia comunitaria.

Filippo Burla

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9 Commenti

  1. Tutto perfetto…….. o almeno così sembrerebbe…….prima l’olio tunisino,ora i pomodori africani , piano….piano…..con l’aiuto dei cretini che mandiamo al parlamento europeo ci stanno mettendo in ginocchio e distruggendo le nostre eccellenze…… Tutto perfetto, i mangiamerda franco tedeschi stanno riuscendo nel loro intento di ridurre il nostro paese a terra bruciata , non si comprende come gli africani ci rompano i coglioni ripetutamente quando hanno un territorio così ricco…….. ovviamente i piddini, incapaci e inadeguati si “attaccano” allo stantio disco della direttiva europea,quando in francia, germania, ed in generale nei paesi del nord europa se ne fregano ampiamente……..questa europa ci condanna alla povertà ogni giorno di più…….rimanerci è un vero suicidio.

  2. E una vergogna noi non possiamo più vivere, e i nostri prodotti rimangono nelle piante e facciamo entrare le robe estera e nessuno ne parla, ne parlano solo se le cose si vendono sopra il prezzo per un paio di giorni.

  3. L’agricoltura e’ la prima chiave economica di uno stato sovrano, L’Europa a L’Italia sta ostruendo il foro della TOPPA. Olio arance miele pomodori. Liberiamoci dalle imposizioni europee dettate da Germania e Francia.Un asse economico ROMA LONDRA MOSCA che ne pensate?

    • L’agricoltura e’ la prima chiave economica di uno stato sovrano, L’Europa a L’Italia sta ostruendo il foro della TOPPA. Olio arance miele pomodori. Liberiamoci dalle imposizioni europee dettate da Germania e Francia.Un asse economico ROMA LONDRA MOSCA che ne pensate?

  4. oltre a queste assurdità, che ripetono quanto successe nell’Impero Romano con le importazioni di grano dall’Egitto che misero in ginocchio l’agricoltura della penisola e accentuarono ancor di più il latifondo incolto, ci sono anche le nostre industrie che esportando il pomodoro inscatolato fanno a pezzi l’agricoltura locale in Ghana. tutto sballato, tutto da rifare nell’interesse nostro e loro.

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