case-sfitteRoma, 6 ott- Le tasse stanno radendo al suolo l’Italia. E non è solo retorica, stando alla denuncia lanciata da Confedilizia. L’inarrestabile aumento di IMU e TASI ha innescato, a detta del presidente Corrado Fogliani, un fenomeno terribile. Il sempre maggior ricorso dei cittadini all’istituto della Rinuncia o alla pratica della demolizione delle coperture degli edifici, onde evitare l’imposizione fiscale.

“C’è chi decide di demolire la propria casa, di renderla inagibile”, conferma Fogliani. “Sono in crescita le schede di cancellazione degli immobili dal catasto come associazione siamo costernati di dover aiutare i nostri soci a distruggere un patrimonio immobiliare, ma è il risultato di un fisco incivile che tassa anche gli immobili che non producono alcun reddito”.

E se nel Nord – Est gli i proprietari di capannoni scoperchiano i tetti per non pagare, quelli che hanno la “sfortuna” di ereditare una seconda casa, magari in un paesino di campagna, con scarso o nullo valore commerciale, si trovano a dover pagare tasse spropositate rispetto al reaòe valore commerciale del bene. E ricorre all’istituto della rinuncia, che guarda caso colpisce in maniera sempre più preoccupante seconde case, ereditate o magari acquistate con i frutti di qualche decennio di lavoro

La possibilità di rinunciare alla propria proprietà a favore dello Stato è prevista dal codice civile. Di solito viene utilizzato al momento della successione ereditaria quando l’erede decide che il bene, in questo caso al casa, è troppo onerosa e invece di benefici economici produce perdite. Ma è possibile anche per qualunque bene di proprietà la cui gestione è diventata troppo onerosa.

“La rinuncia è sempre un momento difficile – spiega il presidente di Confedilizia – su questo si somma il fatto che anche per rinunciare a favore dello Stato bisogna pagare e non poco”.

Per fare un esempio, la rinuncia per un immobile di scarso valore catastale, poniamo di 250 euro e una base di imponibile di 31.500 euro, le imposte possono pesare dai 3000 ai 3500 euro.

Francesco Benedetti

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