valore-caseRoma, 16 Dic – La crisi ha incrinato il mito della ricchezza delle famiglie italiane.  Secondo la Banca d’Italia il “tesoretto” in mano ai nuclei familiari si è dissipato del 10%, assottigliato dall’enorme aumento delle spese ordinarie, alle quali gli italiani non riescono più a far fronte con i soli stipendi. Ma anche la perdita di valore degli immobili, in alcuni casi scesi del 30% sul loro valore nominale del 2008.

Basti pensare che a fine 2012 la ricchezza abitativa posseduta dalle famiglie era più di 4.800 miliardi di euro, con una flessione di 194 miliardi (.3,9%) rispetto all’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2013, questo valore è sceso ancora del 2 percento, pari a quasi cento miliardi.  Sulle pagine de il Giornale si legge:

“Il rapporto sulla ricchezza delle famiglie pubblicato dalla Banca d’Italia traduce in numeri concreti la sensazione di impoverimento che attanaglia da tempo gli italiani. E poco importa se, come confermano anche gli ultimi dati, le nostre famiglie mostrano un’elevata ricchezza netta, paragonabile a quella delle famiglie francesi, inglesi e giapponesi, e superiore a quella di americani, canadesi e tedeschi. L’effetto povertà, in Italia, si sente e condiziona negativamente l’andamento dei consumi. Anche perché le famiglie italiane preferiscono, se ce la fanno, non indebitarsi.”

E mentre le famiglie sacrificano fette di patrimonio per rimanere a galla, il debito pubblico raggiunge l’ennesimo record, toccando i 2085 miliardi, in aumento di 95 miliardi rispetto al 2012.

Francesco Benedetti

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