La Consulta salva il governo sugli statali. Ma solo a metà

consulta dipendenti pubbliciRoma, 25 giu – La Corte Costituzionale, dopo un’attesa thriller, ha salvato il governo Renzi bocciando solo a metà il blocco dei rinnovi contrattuali per i dipendenti pubblici. Infatti la Consulta ha stabilito l’illegittimità costituzionale solo per il futuro e non per i sei anni passati.

La Corte, infatti ha stabilito che “in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato. La Corte ha respinto le restanti censure proposte”.

La Corte, evidentemente, si è trovata a dover contemperare le esigenze di equilibrio di bilancio con quelle di rispetto del dettato costituzionale. Un’eventuale sentenza con effetto retroattivo avrebbe avuto un effetto di circa 30 miliardi sulle casse erariali, ma pur salvando Renzi questa decisione lo pone comunque in una situazione difficilissima perché, da questo momento, i sindacati del pubblico impiego sono legittimati a pretendere l’apertura del tavolo contrattuale tenendo anche conto che nei sei anni di blocco i dipendenti pubblici hanno perso circa il 15% del potere di acquisto dei propri salari. E, anche se soltanto per il futuro, sono pur sempre nuove risorse che il governo dovrà reperire.

Si apre così un altro fronte caldo per Renzi che nel frattempo non è ancora riuscito a chiudere altre questioni bollenti come quella dei dirigenti delle agenzie fiscali. Si prospetta una estate torrida per il capo del governo.


Walter Parisi

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