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La Germania all’attacco dell’Eurotower. La Corte costituzionale tedesca entra a gamba tesa deferendo la Bce alla Corte europea

Berlino, 8 feb – La Germania continua a tirare acqua al proprio mulino e pare che non abbia intenzione di cedere nemmeno di un centimetro sulla stragrande maggioranza delle questioni economiche e monetarie che investono l’Ue.

Riguardo poi al ruolo della Bce, i tedeschi si mostrano del tutto inflessibili preservando uno status quo che di fatto ci restituisce un istituto centrale atipico e del tutto inefficace per il corretto funzionamento di una variegata e composita economia come quella europea.

Il 26 luglio del 2012, quando la moneta unica veniva considerata spacciata e prossima alla fine, Mario Draghi, governatore della Bce, aveva annunciato un piano di Outright Monetary Transactions (Omt), meglio noto come piano anti-spread. In pratica l’Omt, che non è mai stato applicato, prevede, infatti, che la Bce possa acquistare illimitatamente i titoli di stato oggetto di una crisi sui mercati, su richiesta del governo, il quale, però, deve impegnarsi a sottoscrivere un memorandum d’intesa sulle riforme da attuare. Una sorta di prestito contro garanzia più l’obbligo di alcuni compiti da svolgere a casa. Quali compiti? Naturalmente gli stessi di sempre: liberalizzazioni, privatizzazioni, destrutturazione del mercato del lavoro, smantellamento dello stato sociale e via discorrendo. Aria fritta, le stesse disastrose ricette che hanno condotto sul lastrico tutte le nazioni del sud Europa. 

Ma al di là di queste considerazioni, quel che è doveroso dire è che l’acquisto di titoli di stato è uno di quei compiti indispensabili per definire il concetto e il corretto funzionamento di una banca centrale. La ha fatto la Federal Reserve statunitense permettendo il rilancio economico a stelle e strisce. Ma lo fanno tutte le altre banche centrali del mondo. Tutte tranne la Bce, che di fatto, nel suo ruolo impuro, non assume nemmeno più i contorni di un istituto centrale, ma di un hedge fund, un fondo speculativo che si limita a stampare denaro-debito da dare in prestito e investe nei mercati azionari. Manca, oltre al ruolo di coordinamento con il mondo politico, anche quella essenziale funzione che permette alle economie nazionali di ossigenarsi: acquistare titoli del debito pubblico.

Draghi pur obbligando i paesi che ne facevano richiesta ad adottare politiche ultraliberiste, si era accorto di questa anomalia e con l’Omt metteva a disposizione della Bce uno strumento comunque essenziale. Ma contro questo si erano scagliati diversi esponenti della società accademica, politica ed economica tedesca, nella convinzione che l’Omt metta a repentaglio il bilancio pubblico di Berlino, gravando la Germania di oneri eccessivi e potenzialmente illimitati, per questo in contrasto con la Costituzione tedesca. Oggi la Corte Costituzionale tedesca ha deciso di ricorrere contro l’Omt di Draghi.

Naturalmente, i giudici tedeschi non possono decidere direttamente sulla legittimità dell’Omt, non essendo stato emanato con una legge tedesca, ma può intervenire per dichiararlo non conforme alla legge fondamentale tedesca e, pertanto, per vietare ai rappresentanti tedeschi di partecipare all’assunzione dei rischi. Nel caso più estremo, Karlsruhe avrebbe potuto anche vietare alla Germania di far parte della Bce. In ogni caso nessun piano avrebbe una credibilità senza l’avallo della prima economia del continente.

La sentenza comunicata dai giudizi tedeschi verrà impugnata davanti alla Corte di Giustizia europea, e nei fatti trascina l’intero impianto in una fase di incertezza, cosa che potrebbe nuocere alla stabilità dei mercati finanziari, i quali potrebbero tornare ad attaccare i bond sovrani della periferia dell’Eurozona.

Adesso, la palla passa nelle mani dei giudici europei. Se dovessero accogliere in toto le ragioni tedesche, l’Omt sarebbe morto e la furia speculativa potrebbe tornare intatta a quel luglio del 2012.

Giuseppe Maneggio

 

 

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