Grecia - austerità- TroikaAtene, 19 mag – Mentre in piazza Syntagma andava in scena l’ultimo di una lunga serie di sanguinosi scontri, alle spalle del simbolo del centro della capitale si consumava l’ennesimo atto della crisi della Grecia. Il Parlamento ha infatti approvato, ancora una volta, nuove misure di austerità, questa volta con l’obiettivo di sbloccare il negoziato relativo alle tranche di aiuti e sul debito sovrano. Nonostante i mal di pancia nella maggioranza sedicente di sinistra, le misure varate dal governo per presentarsi al tavolo dell’Eurogruppo con qualcosa di concreto in mano sono passate con 153 voti a favore, mentre 128 sono stati i contrari.

A partire dal 2018 la Grecia sarà, dunque, di nuovo stretta sotto la morsa dell’austerity. Cosa si è impegnato a fare il premier Tsipras, quello che all’atto della sua prima elezione prometteva di andare a Bruxelles a sbattere i pugni sul tavolo? La manovra vale 4,9 miliardi, il 2% del Pil e parte dalle pensioni, che subiranno il tredicesimo taglio in pochi anni, con molti assegni che nel corso dell’applicazione dei vari memorandum con la troika hanno visto il loro importo calare di anche più del 50%. Seguirà, nel 2019, l’abbassamento della soglia di esenzione dalle tasse, che in una nazione alle prese con una povertà dilagante significa un ulteriore colpo ad una classe media o medio-bassa sempre più in via d’estinzione.

La misure imposte serviranno a Tsipras per rilanciare le trattative a partire dai 7 miliardi di prestiti internazionali di cui Atene ha bisogno per rimborsarne altrettanti ad Ue, Bce e Fmi. Una partita di giro giocata sulla pelle dei cittadini ellenici, sui quali pende anche un debito pubblico che si avvicina a vette record. Era al 179% del Pil all’ultima rilevazione, circostanza aggravata da un calo del prodotto che ha ricominciato a mordere (-0,5% nei primi tre mesi dell’anno) e che non depone a favore di un rapporto ormai stabilmente avviato verso soglie mai toccate, con il 200% che non è più un obiettivo (in negativo) irraggiungibile. Il leader di Syriza è convinto di riuscire a far valere le sue ragioni nel richiedere un taglio secco del debito, ma la nuova infornata di austerità rischia di far lievitare ulteriormente il rapporto, dato che si incista su una recessione che verrà ulteriormente aggravata dalle ultime scelte, che per definizione non potranno che portare l’economia della Grecia se non verso un nuovo crinale.

Filippo Burla

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