Roma, 12 set – Il tasso di disoccupazione tocca quota 10,6%, il minimo da cinque anni ad oggi, mentre aumenta l’occupazione, che nel dato congiunturale fa segnare +0,3%. Sono questi gli ultimi dati Istat relativi al lavoro, in un quadro che mostra tuttavia ancora molti segnali di debolezza e incertezza.

Se infatti il miglioramento delle statistiche è palese, scendendo maggiormente nel dettaglio si scopre che la realtà è più in chiaroscuro. Perché aumenta sì l’occupazione (+78mila unità), ma questo incremento è dovuto soprattutto a rapporti a tempo determinato, che rappresentano la stragrande maggioranza – otto su dieci – dei nuovi contratti di lavoro attivati nel periodo in esame.

Ad aiutare questa mini-ripresa dell’occupazione – unita alla riduzione dei livelli di disoccupazione, che restano elevati soprattutto per quanto riguarda i giovani (il calo dell’1,2% lascia comunque la disoccupazione dei ragazzi fra 15 e 24 anni al 34,2%) – non sembrano dunque essere le dinamiche legate alla crescita del Pil, quanto piuttosto l’elevata stagionalità legata ai mesi estivi, in parte grazie anche al “boom” del turismo che negli scorsi mesi ha segnato performance da record.

Dati che confermano come, se di percorso in positivo si tratta, da un punto di vista qualitativo – si pensi ad esempio alla discrasia fra occupati in aumento e ore complessive lavorate in diminuzione – i problemi sono ancora evidenti.

Filippo Burla

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