Manovra correttiva: deficit sotto controllo ma dubbi sull’efficacia

FMIRoma, 10 ott – Cessione di immobili pubblici, rimodulazione delle spese di ministeri e comuni, nessun aumento di tasse e accise. Questi i contenuti principali della manovra correttiva da 1.6 miliardi approvata ieri in consiglio dei ministri. Obiettivo il rientro del rapporto deficit/pil all’interno dei parametri europei.

Partiamo dagli immobili. La questione della vendita dei beni del demanio si trascina da anni, cioè da quando furono individuate quelle proprietà che potevano essere dismesse per esigenze di finanza pubblica. I tentativi fino ad ora si erano rivelati infruttuosi, stante un’eccessiva macchinosità che prevedeva il passaggio per una società partecipata dal tesoro incaricata della “valorizzazione”. Con un colpo di spugna si supera l’empasse destinando gli immobili all’acquisto da parte dell’ormai onnipresente Cassa Depositi e Prestiti che, anticipati 500 milioni, potrà poi procedere in autonomia alla vendita diretta.

La fetta maggiormente sostanziosa di copertura alla correzione viene però da una sforbiciata alle spese vive. Più di un miliardo in tutto, derivanti da tagli semi-lineari ai ministeri (con l’esclusione di Salute, Istruzione e Ricerca) e dalla sospensione delle autorizzazioni ulteriori di spesa ai comuni cosiddetti virtuosi. Questi ultimi si vedono così annullata la forma di premio prevista come compensazione ad un patto di stabilità interno che diviene ogni giorno di più una delle sfide principali da affrontare, stanti l’assoluta inefficacia ad agire sui saldi di bilancio pubblico e i paradossi nei quali va ad incagliarsi: primo fra tutti l’impossibilità di spendere somme contabilmente disponibili ma legalmente bloccate. Il tema non sembra comunque essere in agenda all’ordine del giorno.

Viene infine evitato, nonostante le ipotesi della vigilia, un ritocco all’insù degli acconti fiscali su Ires e Irap e delle sempreverdi accise sui carburanti. Non e’ tuttavia da escludere che, stanti gli ennesimi tagli agli enti locali, la leva fiscale possa ripresentarsi sotto forma di addizionali comunali.

Archiviata la manovra di rientro dei conti, ora la vera sfida si porta sulla legge di stabilità – ex finanziaria. Si giocherà qui infatti una partita assai più complessa in termini sia di scelte (tra seconda rata Imu, efficienza della spending review e  cuneo fiscale) che di coperture da trovare.

Filippo Burla


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