montepaschi logoRoma, 18 feb – Incrementare la propria capitalizzazione di borsa del 25% nel giro di cinque giorni non è impresa da molti. Meno ancora se ti chiami Monte dei Paschi di Siena, hai appena annunciato una chiusura che punta ad un altro anno di record negativo, attendi a breve una ricapitalizzazione e lo Stato si appresta a diventare il tuo primo azionista in virtù del mancato rimborso degli interessi sui prestiti concessi.

Una possibile spiegazione del rialzo azionario di Montepaschi Siena potrebbe risiedere nelle sempre più insistenti indiscrezioni, rilanciate con forza ultimamente, relative al possibile interesse da parte di Hanwha Asset Management. Si tratta di un gruppo coreano, leader nell’estremo oriente che potrebbe investire in Italia -a partire proprio da Mps- ed in Europa fino a sei miliardi di pronta liquidità.

“Crediamo che l’integrazione di Mps con un altro gruppo bancario aiuterebbe la società a ripristinare una redditività ordinaria coerente con il suo costo del capitale, mentre un mero partner finanziario non accelererebbe il processo”, aveva commentato pochi giorni fa Banca Imi.

Proprio l’acquisizione (o la fusione) con una realtà estera può ricadere nelle ipotesi delineate per il futuro della banca senese. Fra le possibilità vagliate in questi tempi, anche quella  di spingere per un’aggregazione con una o più banche popolari, “liberate” dal decreto che punta ad eliminare il voto capitario rendendole così più contendibili. Idea non peregrina, ma di difficile attuazione nell’immediato: “Siamo su un orizzonte ancora lontano. Sembrerebbe più logico prima la nascita di una sorta di superpopolare e poi l’eventuale aggregazione con Mps”, spiega un analista. Quel che è certo è che il futuro di Montepaschi sarà lontano dai colli di Siena. E probabilmente fuori anche dai confini nazionali.

Filippo Burla

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