Piano Tsipras: più che una proposta sembra una supposta

tsipras[1]Bruxelles, 11 lug- È passata solo una settimana dal referendum greco sull’austerity. Sabato scorso tutti gli osservatori guardavano con ammirazione il coraggio del popolo greco che sfidava la Troika. Il premier greco Alexis Tsipras aveva indetto un referendum contro le misure capestro imposte dall’Unione Europea per risanare il debito. Il sinistro Alexis, da buon democratico lascia la parola al popolo. I greci all’unisono rispondono Oxi ossia no.Forte del mandato popolare Tsipras torna al tavolo delle trattative. Stavolta nessuno lo può fermare. Gli euro burocrati sono alle corde.

Ma quando la battaglia sembrava vinta il nostro eroe decide di calar le braghe. Fa approvare, in tutta fretta, dal Parlamento greco una proposta che a detta di tutti ricalca in massima parte quella della Commissione europea del ventisei giugno. Un abile prestigiatore non avrebbe saputo fare di meglio. Ma le proposte di Tsipras vanno analizzate nel dettaglio per confermare quanto è stato detto finora.

Cominciamo dall’Imposta sul Valore Aggiunto, per gli amici Iva. Si accetta da subito la quota generale al 23% (ridotta al 13% solo per acqua, energia elettrica, hotel e cibi “di base” nonché il supersconto al 6% solo per medicinali, libri e teatro). Sulle isole propone il compromesso di eliminare lo sconto solo per quelle più grandi dal prossimo ottobre.

Passiamo ora alla tassazione diretta. Atene accetta di portare al 100% l’anticipo dei pagamenti delle imposte sui profitti dichiarati delle aziende (fino al 25 giugno si fermava all’80%), e si impegna a farlo “gradualmente” anche per le imprese individuali a partire dal 2017. Gli agricoltori riceveranno un bel regalo: verranno aboliti: i sussidi sulla benzina per gli agricoltori.

Le agevolazioni fiscali per gli armatori verranno eliminati. La tempistica, però, non è ben definita. Giusto il tempo che si possano trasferirsi con calma a Cipro.

Per la Difesa si parla di tagli di 100 milioni di euro per quest’anno e di 200 milioni il prossimo. I turchi già festeggiano.


Passiamo ora alla vexata questio delle pensioni. Le nuove misure saranno operative da subito da subito e non solo per chi va in pensione dopo il 31 ottobre 2015 come chiesto fino al 30 giugno. Entro il 2022 l’età pensionabile verrà innalzata a 67 anni e a 62 per chi ha 40 anni di contributi. Misura questa che può sembrare giusta ed equa. Ma bisogna ricordarsi che in Grecia quando parliamo di baby pensionati si tratta in gran parte di vecchi disoccupati.  Ovviamente non poteva mancare la stretta sull’evasione fiscale. Per combattere gli evasori la ricetta è quella classica: meno contati più pagamenti elettronici. Un provvedimento che farà piangere le banche.

And last but not least, arriva il capitolo privatizzazioni. Verranno venduti i porti di Salonicco e del Pireo e dell’aeroporto di Atene, delle compagnie ferroviarie Trainose e Rosco e dell’Admie, la compagnia che gestisce le infrastrutture dell’elettricità. Dunque, saldi di fine stagione. Venghino signori venghino!

Tutto questo per avere 53 miliardi in un prestito triennale tramite l’Esm, l’European Stability Mechanism. Con questi soldi il Paese potrebbe fare fronte ai suoi obblighi finanziari e attuare le riforme richieste dai creditori e anche quelle promesse agli elettori. Guardiamo i punti principali dell’ultima offerta di Atene che dovrebbe assicurare un avanzo primario dell’1- 2- 3 e 3,5 % rispettivamente nel 2015, 2016, 2017 e nel 2018.

Ed è proprio qui che casca l’asino. Nessuno si rende conto che il vero problema è il debito pubblico. Quale insegnamento ci viene da questa vicenda? Che il nodo scorsoio del debito, stretto al collo delle nazioni, non permette in alcun modo alle stesse di riprendere in mano la propria sovranità e quindi il proprio futuro. E anche minimi aggiustamenti in tal senso, quali ad esempio l’ipotesi di allungamento delle scadenze o di haircut sui titoli, manterranno comunque la Grecia in una situazione di sudditanza.

A dire il vero, però, nessuno come Nichi Vendola ha spiegato le scelte del compagno Tsipras. Vendola commentando l’ipotesi di accordo all’Eurogruppo fatta da Atene ha affermato: “È un grande gesto d’amore verso il suo popolo”. Detto da lui fa uno strano effetto. Sperando di non essere accusati di omofobia, questa più che una proposta sembra una supposta.

Salvatore Recupero

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