Primato Nazionale: grazie a ENEA recupero dei materiali preziosi dai rifiuti

enea_casaccia(1)Roma, 16 gen – Bruciare l’oro. E’ ciò che fa oggi l’Italia, in buona compagnia del resto del globo, inviando i rifiuti ad alta tecnologia nel terzo mondo. L’ennesima tra le scoperte cui ci hanno abituato i nostri prolifici scienziati dell’ENEA può però contribuire a ribaltare questo stato di cose.


Stato di cose evidenziato dall’ONU, operativo nel settore con un progetto denominato Solving the E-Waste Problem (StEP) Initiative, secondo il quale i RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – gettati sono circa 7 kg a persona, per un totale di 49 milioni di tonnellate sul pianeta nel 2013, che si stima cresceranno del 33% entro il 2017, toccando la cifra record di 65,4 milioni di tonnellate. In questa corsa allo spreco i primi della classe sono al solito Stati Uniti e Cina, che nel 2012 hanno prodotto rispettivamente 10 ed 11 milioni di tonnellate di rifiuti high tech, precisando però che uno statunitense produce in media 29,5 kg di RAEE all’anno contro i 5 kg di un cinese.

Dicevamo oro e spreco.
Oro perché i rifiuti di questa categoria sono costituiti appunto dal prezioso metallo, oltre che da argento, platino, rame, mercurio, piombo, stagno, alluminio, ferro, acciaio, silicio e cospicue quantità di quei metalli rari di cui Primato Nazionale ha parlato ultimamente (vedi qui e qui).
Spreco perché attualmente i materiali in questione vengono in larghissima parte caricati in Italia e nel resto del mondo in container impilati su enormi navi cargo, indirizzate verso l’Africa ed i paesi più poveri del sud-est asiatico, principalmente Indocina e arcipelago indonesiano. Qui sono scaricati in discariche dove, contrariamente al senso logico e come testimoniato da numerosi reportage, non creano una seppur microscopica ricchezza trasferita, ma vengono ammassati in attesa di essere semplicemente bruciati all’aria aperta con il condimento di un bel bidone di benzina. Un’esplosione di salute per i polmoni dei poveracci locali, nonchè di terra e falde acquifere, inquinate e quindi generanti risorse ancor minori delle già povere attuali, continuando l’avvitamento su sé stesso di queste regioni con tutte le conseguenze del caso in fatto di sfruttamento, criminalità, terrorismo, emigrazione verso l’Europa.

A fronte di questa situazione generale, l’Ente Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), ha sviluppato un processo idrometallurgico eseguibile in impianti di piccole dimensioni e portato avanti a temperatura prossima a quella ambiente, favorendo emissioni inquinanti irrisorie e quindi più efficiente, vantaggioso e produttivo degli inefficienti ed ecologicamente dannosi impianti pirometallurgici attualmente presenti in occidente.

L’ENEA ha inoltre già progettato ed avviato la costruzione di un impianto sperimentale presso il proprio centro di Casaccia, del quale si avvarrà per la conduzione di campagne dimostrative e la messa a disposizione di aziende del settore interessate alla costruzione di “impianti per il recupero dei materiali a elevato valore aggiunto”. La versatilità di questo nuovo procedimento ha inoltre permesso di realizzare un impianto di tipo modulare, capace quindi di facilitare sviluppo e l’ottimizzazione di tecnologie di processo utili al trattamento di un segmento più ampio di materiali, come ad esempio lampadine e monitor, non servite dai vecchi impianti. Una serie di vantaggi che andranno inoltre ad influire positivamente sulla realizzazione di una raccolta differenziata più organizzata e capillare, deficitaria finora per questo settore rispetto al resto del continente, anche se rientrante negli obbiettivi posti dall’Unione Europea di 4kg per abitante[1].
Un ottimo risultato per una nazione relativamente povera di risorse minerarie come la nostra.
Un altro primato nazionale alla faccia dei disfattisti.

Gabriele Taddei

 

 

 

 

[1] Si ricorda che attualmente è possibile consegnare i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche presso i Centri di Conferimento situati in tutto il territorio nazionale che, oltre ai Centri di raccolta comunali, comprendono anche i Luoghi di Raggruppamento allestiti e gestiti dalla Distribuzione, come previsto dal DM n. 65/2010 che disciplina la raccolta “uno contro uno”. Quest’ultima possibilità permette a tutti i cittadini di consegnare ai negozianti i propri RAEE quando si recano ad acquistare un prodotto di simile tecnologia (una lampadina contro una lampadina, una scheda video contro una scheda video, etc).

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