Royal Navy Merlin HelicopterYeovil, 30 gen – Ruotano rapide le eliche di AgustaWestland. La società pubblica italiana si è aggiudicata infatti due nuovi contratti del valore complessivo di 910 milioni di euro, questa volta con il Ministero della Difesa del Regno Unito.

AgustaWestland, controllata al 100% dal colosso statale Finmeccanica e leader nella produzione di elicotteri militari e civili a livello planetario, conta tredicimila dipendenti e nove stabilimenti nel mondo – di cui sei in Patria – e conferma il suo ottimo stato di salute riportando un nuovo successo nel nord Europa. A dispetto infatti della complicata situazione che la vede coinvolta in India, con il congelamento del contratto di fornitura di 12 elicotteri (al momento sotto arbitrato internazionale) e la detenzione da parte indiana dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per uno stranamente concomitante e dubbioso “incidente”, l’azienda si è aggiudicata un’altra commessa di valore che in brevissimo tempo va ad aggiungersi alla vittoria ottenuta un mese fa in Norvegia. Qui, appena il 19 dicembre scorso, ottenne infatti un contratto del valore di 1,15 miliardi di euro, che garantirà lavoro fino al 2020, per la fornitura di 16 elicotteri AW101 Merlin in configurazione ricerca e soccorso (SAR), comprensivo di pacchetto di supporto tecnico e ricambi per quindici anni, nonché di addestramento in Full Flight Simulator dal 2016.

L’accordo stabilito nel Regno Unito prevede invece due contratti distinti. Il primo, pari a 400 milioni di euro, riguarda la conversione di altri 25 elicotteri AW101 Merlin Mk 3/3A per lo svolgimento di missioni navali che, nell’ambito del programma denominato Merlin Life Sustainment Programme (MLSP), passeranno dalla Royal Air Force (RAF) al servizio sotto la Royal Navy, in sostituzione dei vecchi Sea King Mk 4 in via di pensionamento. Il processo avverrà in due momenti distinti: i primi sette apparecchi saranno consegnati infatti tra il 2015 ed il 2016, per ovviare alla radiazione dei Sea King Mk 4 prevista tra due anni, mentre il resto della lavorazione sarà consegnato entro il 2018, offrendo 175 posti di lavoro diretti e 500 circa nella catena di fornitura. Un ottimo successo quindi per questo giocattolo da 15 tonnellate, un elicottero multiruolo equipaggiato con tre turbine, ormai in forza a nove nazioni (compresa naturalmente l’Italia), eventualmente equipaggiabile anche in versione civile ed in continua via di richiesta e diffusione.
Il secondo contratto prevede invece la fornitura di servizi di supporto logistico integrato e manutenzione per la flotta di elicotteri da combattimento Apache AH Mk 1 fino al 31 marzo 2019, per 510 milioni di euro di commessa lavorata.

“Questi due importanti contratti – sono parole del Ministro della Difesa del Regno Unito Philip Hammond, che nel corso della visita di ieri presso lo stabilimento britannico di AgustaWestland a Yeovil ha annunciato l’accordo – confermano la leadership di Finmeccanica che si dimostra in grado di competere con successo a livello internazionale, grazie alla capacità di servire con efficacia ed efficienza i propri clienti, mediante la combinazione dei migliori prodotti con servizi di elevata qualità e programmi di modernizzazione personalizzati”.

Fa strano sentirselo dire dalla perfida Albione.
Ma è indubbio che i britannici, come numerose altre potenze, dipendano sempre più spesso dai nostri primati nazionali.

Gabriele Taddei

 

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