poste-italiane_h_partbRoma, 29 gen – La quotazione in borsa di Poste Italiane si farà entro quest’anno. A confermarlo è il ministero dell’Economia.

“Si è svolto oggi (ieri, ndr) al Ministero dell’Economia e delle Finanze un incontro sul processo di privatizzazione di Poste Italiane. Vi hanno preso parte i vertici di Poste Italiane, il Capo del Dipartimento del Tesoro Vincenzo La Via e il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Fabrizio Pagani, nonché gli advisor finanziari del Tesoro e della Società”, si legge nella nota rilasciata da via XX Settembre. Nel corso della riunione l’ad di Poste, Francesco Caio, ha illustrato il piano di sviluppo quinquennale della società, passaggio essenziale per la futura quotazione. “Nelle prossime settimane -prosegue la nota del Mef- continuerà il lavoro preparatorio da parte degli advisor, anche assieme al consorzio dei global coordinator, in vista della definizione di tutte le misure necessarie”. Il piano prevede un forte ridimensionamento del settore tradizionale dei recapiti, ormai una voragine nei conti del gruppo e schiacciato dall’insostenibile concorrenza dei sistemi di telecomunicazioni, nei quale comunque è presente anche l’azienda pubblica tramite l’operatore Poste Mobile. Il focus si spinge quindi sui servizi finanziari e di risparmio.  Azioni non votate al risanamento in sé (i bilanci sono già in ordine da tempo) ma a rendere la società appetibile al mercato.

L’obiettivo dichiarato è collocare circa il 40% del gruppo, per un incasso attorno ai 4 miliardi di euro. Stima da prendere con le necessarie precauzioni, visto che si tratta in genere di previsioni ottimistiche. La recente quotazione di Fincantieri ne è un esempio. Oltre a ciò va rilevato il fatto che, tramite l’operazione, il ministero rinuncia a una quota sostanziosa di dividendi, garantiti dal fatto che i bilanci del gruppo segnano l’utile da ormai un decennio. Nel solo 2013 sono stati distribuiti 250 milioni di euro, quanto basta per far sollevare più di qualche dubbio alla stessa Camera dei deputati che, in documento di analisi finanziaria sulla ventura privatizzazione, già l’anno scorso segnalava che “la disposizione risulta suscettibile di determinare effetti negativi, dovuti alla riduzione delle entrate extratributarie per la distribuzione a soggetti esterni alla PA dei dividendi distribuiti da Poste italiane”.

Filippo Burla

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