poveriRoma, 16 set – La crisi morde, la ripresa si vede solo in alcuni spiragli mai al di sopra di uno zerovirgola, la disoccupazione fa sentire sempre il suo peso, mentre le finanze pubbliche boccheggiano ad ogni finanziaria. C’è però un indicatore che non ha mai smesso, purtroppo di crescere. E rappresenta il numero dei poveri.

Nell’arco di sette anni, da quando cioé la crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti, i poveri in Italia hanno ingrossato le loro fila, più che raddoppiando. Secondo le statistiche della Caritas, presentate ieri, nel 2007 erano 1.8 milioni coloro che non riuscivano ad accedere (o lo faceva con grandi difficoltà) al minimo necessario per vivere. Nel 2014, la cifra ha raggiunto e superato i 4 milioni di persone.

Con l’aumentare di chi si trova nella poco invidiabile situazione, non si però visti interventi forti da parte degli esecutivi e volti a contrastare l’insorgere del fenomeno. Anzi, l’Italia stanzia solo lo 0.1% del Pil per interventi a favore dei poveri rispetto a valori fino a cinque volte più alti degli altri paesi europei. Non manca anche una sotccata a Renzi: rileva sempre la Caritas che le misure come il bonus Irpef e altre hanno sì fatto meglio rispetto ai precedenti governi, ma si tratta sempre di “avanzamenti marginali” e che non portano a scostamenti rilevanti rispetti alle scelte fatte da un Monti o da Enrico Letta.

Filippo Burla

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