medico ricetta sanitàRoma, 24 set – Nonostante le smentite di circostanza, come previsto sarà il settore della sanità a dover soccombere sotto i tagli lineari che si preparano nella nuova manovra finanziaria.

LEGGI ANCHE – Taglio delle tasse: se il bancomat è sempre quello della sanità

Nel mirino del titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin, sono a questo giro le, a detta del ministro, “prestazioni inutili“. Vale a dire una serie di esami e visite che si ritengono non sempre necessarie ma che hanno un costo vivo spesso elevato per le casse pubbliche. Si tratta di una lista di 208 prestazioni – già ribattezzata “black list” dai camici bianchi – nella quale rientra di ogni: si va dalla diagnostica per immagini con risonanze e tac ad alcune cure odontoiatriche, passando per gli esami del colesterolo. Su questi stanno lavorando al ministero per un decreto che sancisca linee-guida sulla loro appropriatezza, con l’obiettivo a regime di risparmiare fino a 13 miliardi l’anno.

I medici, però, non ci stanno. “Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato”, è la dura accusa del segretario del maggior sindacato di categoria, l’Anaao, Costantino Troise. “Inaccettabile” la proposta del ministro anche per l’Acoi, che raggruppa i chirurghi ospedalieri.

La protesta dei medici è motivata dal fatto che per tutte le prestazioni il ministero intende specificare quali sono i requisiti per accedervi. Requisiti sui quali sono previste maglie sempre più strette e che non hanno sempre giustificazione sanitarie: oltre ad alcune patologie, familiarità e fattori di rischio, si introducono (ad esempio per le cure odontoiatriche) anche criteri di reddito. Sarebbero invece, almeno per il momento, escluse le urgenze. Al di là della della “stretta”, ciò che preoccupa i professionisti sono le sanzioni pecuniarie che verrebbero irrogate per quei medici che, per buona fede o per precauzione, decidono di prescrivere un esame che poi si rivela non strettamente necessario ai fini diagnostici o terapeutici. La multa “scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico”, ha tenuto ha precisare la Lorenzin. Sempre di sanzione comunque si tratta.

Tanto basta per spingere i camici bianchi a minacciare di incrociare le braccia, per una manifestazione unitaria di tutte le sigle annunciata per novembre.

Filippo Burla

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

13 − 1 =