mediaset ei towersMilano, 30 apr – Mentre punta a fare la scalata a Rcs, Silvio Berlusconi pensa a cedere tutti gli altri gioielli di famiglia.

Non sono poche le voci, ma anche le trattative acclarate e persino in via di conclusione, che riguardano in questi giorni le aziende che fanno parte del gruppo che fa capo all’ex premier. Una delle più clamorose riguarda l’incontro fra l’ex Cavaliere e Rupert Murdoch e ha una conferma autorevole, quella di Pier Silvio Berlusconi.

I due magnati della comunicazione avrebbero discusso ad Arcore della possibile cessione a Sky di Premium, la pay tv del gruppo Mediaset.

Murdoch punta probabilmente a riacciuffare in questo modo i diritti sulla Champions League, che il Biscione si è assicurato per i prossimi tre anni al costo di 700 milioni di euro. Per Mediaset si è trattato di un pesante investimento, forse troppo oneroso, ma probabilmente mirato forse proprio a fare cassa con una cessione già preventivata.

Sempre in questi giorni, del resto, sono circolate voci di un interessamento per Mediaset da parte del gruppo francese Vivendi. È stato di nuovo Pier Silvio Berlusconi ad aprire pubblicamente al gruppo transalpino pur spiegando che “il controllo di Mediaset non è in discussione”.

Ma è da un po’ di tempo che il Biscione sta cedendo pezzi: prima ha venduto per 283 milioni un pezzo di Ei Tower, poi ha ceduto Digital+ per 365 milioni e aperto il capitale di Premium a Telefonica (100 milioni).

E in questo quadro si colloca anche la complessa trattativa per la vendita del Milan. Ieri sera, sempre ad Arcore, Berlusconi ha incontrato Bee Taechaubol, detto Mr. Bee. Con quest’ultimo c’erano anche i rappresentati della banca di Abu Dhabi ADS che sostiene l’operazione. Al vertice era presente anche Barbara Berlusconi.

Attorno alle 23 il van su cui viaggia il broker thailandese é uscito dal cancello della tenuta. Sembra che Taechaubol sia stato convincente: l’offerta di base dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro per il 51% del club. Gran parte di questi soldi servirebbero a coprire i debiti, il resto per rinforzare la squadra affinché torni competitiva come lo è stata sotto la guida di Berlusconi. Prevista, tuttavia, la probabile permanenza di quest’ultimo alla presidenza, anche in caso di proprietà straniera. La cosa garantirebbe una continuità anche solo simbolica, oltre che un ritorno di immagine, dato che in Oriente Berlusconi resta popolarissimo.

Giorgio Nigra

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