Roma, 18 mar – Un gigantesco trasferimento di ricchezza, dalle tasche dei cittadini a quelle delle multinazionali. Effetti perversi della crisi finanziaria e delle politiche fiscali internazionali, con le tasse che nel corso degli ultimi anni sono scese solo per le grandi corporations mentre le persone fisiche hanno visto aumentare continuamente il prelievo dell’erario nei propri confronti.

Dal 2008 ad oggi, spiega la società di consulenza Kpmg, nei paesi dell’Ocse tasse e imposte sui cittadini sono aumentate del 6%. Nello stesso tempo, le imprese hanno visto la pressione fiscale ridursi di 5 punti percentuali. Potrebbe sembrare una normale politica fiscale anticiclica, visto che ad un minor livello di tassazione le imprese tendono ad investire maggiormente, sostenendo così l’economia. Peccato che la ripresa non si sia tradotta in numeri concreti, come ad esempio nel caso dei dati sulla disoccupazione. Il caso dell’Italia è paradigmatico: nonostante l’abbassamento dell’Ires dal 27,5 al 24% a partire dal primo gennaio del 2017, il numero dei senza lavoro è rimasto stabilmente al di sopra dell’11%, quasi il doppio rispetto ai periodi pre-crisi.


Ma non c’è solo il nostro Paese. Secondo uno studio condotto dal Financial Times, sempre dal 2008 ad oggi le multinazionali hanno sperimentato cali nel livello di imposizione pari in media al 9%. Non ci sono solo le note tecniche di elusione fiscale (sulle quali le autorità nazionali posso poco, anche se la nostra Agenzia delle Entrate nel “caso Apple” ha aperto una nuova strada), ma a farla da padrona è soprattutto la concorrenza fra Stati ad abbassare le aliquote per attirare capitali. La riforma di Trump, che ha portato la “corporate tax” dal 35 al 21%, è solo l’ultima in ordine di tempo. Paradigmatico, in tal senso, l’esempio dell’Irlanda che offre a chi intende insediare la propria sede nell’isola tasse al 12,5%.

L’aliquota media nei paesi Ocse è così scesa dal 32% del 2000 al 25% del 2015. E come fanno gli Stati a puntellare i propri bilanci, specialmente in tempi di austerità e, in particolare per quanto riguarda l’Europa, di vincoli al deficit? Semplice: il gioco dei vasi comunicanti impone di rivolgersi agli altri contribuenti, vale a dire i normali cittadini, che nello stesso periodo hanno visto imposte come l’Iva crescere di quasi il 10%. Altro che progressività del sistema fiscale.

Filippo Burla

Commenti

commenti

3 Commenti

  1. Anche le banche sono multinazionali e oltre a pagare ora meno tasse speculano ,conoscendo bene i rischi, con alle spalle da supporto alle speculazione i soldi dei risparmiatori.I politici venduti alle elites straniere hanno infatti tolto ogni differenza tra banche commerciali e quelle di investimento(speculative) mettendo a rischio tutti i risparmi degli italiani, come avvenuto già negli USA
    Con il bail- in approvato da questi il denaro dei depositanti, essendo un credito nei confronti della banca, verrà incluso per coprire le perdite , che ci diranno dovute ad incapacità dei gestori ma invece ben programmate.Gli usurai privati proprietari delle banche possono quindi comandare di far acquistare dalle loro stesse banche titoli spazzatura (emessi da altri istituzioni finanziarie sempre loro) trasferendo cosi’ enormi ricchezze in cassaforti al sicuro per poi richiedere la stessa cifra dallo stato con la scusa che le banche non possono fallire.Andrebbero invece fatte fallire, incarcerati tutti i direttori e proprietari responsabili delle perdite(cosa avvenuta solo in Islanda)e nazionalizzate subito e messe sotto il controllo dello stato. Ma invece di questo scandalo del bail i pennivendoli tacciono, ben pagati ovviamente per raccontarci frottole ed abusare della credulità popolare

  2. Più che di tasse dirette stiamo morendo di gabelle indirette,di balzelli comunali,ex provinciali e regionali………..poi di bolli,di iva ,di benzina stellare , tutte cose che ci fanno mancare l’aria per respirare…..auguroni Italia e grazie al pd per la vagonata di merda che ci ha regalato.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here