Pd: segreteria su l.elettorale e piano lavoroRoma, 1 mag – La Consulta dopo oltre tre anni ha dichiarato incostituzionale, censurandolo, il comma 25 dell’articolo 24 del decreto legge n. 201 del 2011, poi convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, la cosiddetta “Salva Italia”.

Si tratta della norma conosciuta anche col nome della piagnucolosa ex ministro Elsa Fornero, che stabiliva il blocco della perequazione (adeguamento all’inflazione) delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps, circa 1.300 euro, nel biennio 2012-2013.

La norma aveva consentito all’Inps, quindi alle casse dello Stato, di risparmiare circa cinque miliardi di euro (ma c’è chi parla di dieci miliardi) – sulla pelle dei pensionati, in grandissima parte percettori di assegni inferiori a duemila euro – che ora dovranno esser erogati agli aventi diritto, circa sei milioni di persone, creando quindi un “buco” non previsto, di pari importo, nelle casse dell’ente pensionistico.

Tra le motivazioni della sentenza si legge chel’interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio”.

Salvini-ForneroAbbiamo letto bene, “non illustrate in dettaglio”? Tutto qui quello che riusciva a fare un governo di professori che ha scritto una legge che oggi la stessa Fornero, madrina della norma, incredibilmente disconosce? A questo si deve arrivare per capire – speriamo – che da quattro anni l’Italia è in mano a esecutivi fantasma in gara per superarsi nell’incapacità e nella bassa furbizia?

Furbo davvero, Matteo Renzi, o forse soltanto fortunatissimo, perché non possiamo evitare di notare come la stessa Consulta che aveva respinto pochi mesi fa il referendum proposto da Matteo Salvini sullo stesso articolo 24 – e non solo sul relativo comma 25 ma sull’intero impianto che includeva tra le altre le norme che hanno creato il dramma degli “esodati” – oggi regala a Renzi l’occasione di riparare al furto perpetrato dalla coppia Monti-Fornero, utilissima come e più degli 80 euro dell’anno scorso ai fini delle prossime elezioni regionali.

Ha ragione certamente Salvini che ora sostiene trattarsi di “un bello sberlone alla Fornero, al Pd e a chi votò quella legge infame”, aggiungendo che ora “aspetto da Renzi una risposta a quel che gli ho detto, per superare quella legge infame, pronto, se serve, a votare un proposta Lega-Pd”, perché di una sonora bocciatura della maggioranza tutta che appoggiava il governo Monti si tratta, ma tristemente forte è il sospetto che gli Italiani si ricorderanno, tra un mese, soltanto dei rimborsi pensionistici che – ci scommettiamo – saranno erogati a tempo di record. E al buco penseremo, amaramente, dopo.

Francesco Meneguzzo

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