acquisto pininfarinaRoma, 26 mar – Neanche il tempo di metabolizzare l’acquisto in salsa cinese di Pirelli che, subito, si apre un nuovo fronte industriale. Lo schema è ormai il classico e consolidato dell’acquisto dall’estero. L’indiziato, a questo giro, è un marchio che ha fatto la storia e il cui nome risponde a quello di Pininfarina.

Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Bloomberg, “da settimane” sarebbero in corso trattative fra la casa torinese e il colosso indiano Mahindra, parlando di “chiusura dell’accordo vicina”. La notizia ha trovato il forte apprezzamento da parte del mercato, con il titolo che ieri è stato sospeso più volte per poi chiudere la seduta in rialzo di oltre il 26%.

Dalla società, nota principalmente per il design che spazia dalla Ferrari Testarossa alla torcia olimpica di Torino 2006, dagli eurostar alla Macerati Quattroporte, per ora non arriva alcun commento. Mahindra è, peraltro, già attuale cliente della storica casa fondata da Battista “Pinin” Farina nel 1930. Da parte sua, Pininfarina viene da alcuni anni di difficoltà, che fanno seguito alla crisi del settore automobilistico: la parte industriale di produzione carrozzerie è stata chiusa nel 2010, mentre il prezzo pagato fino ad oggi dai lavoratori -fra Italia ed estero- è attorno alle mille unità. Una preda ideale per le mire di chi volesse continuare con gli acquisti a saldo nel nostro paese.

L’eventualità della cessione all’estero trova contraria la Fiom: “Nonostante le difficoltà, anche di carattere finanziario, di questi anni, la Pininfarina resta non solo un simbolo del made in Italy, ma un patrimonio di conoscenze e know how del nostro paese. Se mai le notizie di queste ore fossero confermate, si tratterebbe dell’ennesimo caso di un’azienda e un marchio prestigiosi che rischiano di finire in mani straniere, nel vuoto della politica e delle istituzioni”, ha dichiarato il segretario provinciale Federico Bellono.

Filippo Burla

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