Roma, 12 ago – Il generale libico Khalifa Haftar, che controlla la Cirenaica, ha messo sul conto delle Nazioni europee una lista della spesa per fermare i flussi di immigrati provenienti dall’Africa. Non solo, in un’intervista al Corriere della Sera, ha espressamente chiesto all’Europa di dare a lui (neppure quindi alla Libia tutta, Haftar infatti ne comanda soltanto una parte): “20 miliardi di dollari da spalmare in 20 o 25 anni”. Secondo il generale, riportato in Libia dagli Stati Uniti dopo la caduta di Gheddafi: “La Turchia prende 6 miliardi e passa da Bruxelles per controllare un numero infinitamente inferiore di profughi siriani qualche iracheno. Noi in Libia dobbiamo contenere flussi giganteschi di gente che arriva da tutta l’Africa. Se ogni governo europeo contribuisce ad aiutarci, per voi la spesa diventa irrisoria”.

Un ricatto vero e proprio quindi, per impedire agli immigrati di imbarcarsi sui gommoni diretti per lo più in Italia, il generale libico chiede di essere pagato come e più del presidente turco Erdogan che già più volte ha avanzato continue richieste di denaro sempre per bloccare i flussi di migranti. Peccato che appunto Haftar controlli soltanto una parte della Libia e che in ogni caso favorire l’immigrazione clandestina millantando di essere incapaci di contrastarla è soltanto un modo per far cassa con i soldi europei. Tanto più che gli immigrati che si imbarcano in Libia non sono quasi mai libici, quindi ad Haftar basterebbe chiudere i confini a sud della Cirenaica impedendo che queste persone arrivino sulla costa che si affaccia sul Mediterraneo. E di questo ovviamente il generale ne è consapevole: “Il problema non si risolve sulle coste ma ma al confine desertico libico nel sud”, ha dichiarato al Corriere della Sera.

E quindi perché non chiudere la frontiera a sud? Perché ovviamente in cambio Haftar vuole essere pagato dai Paesi europei. “Anche gli accordi del vostro ministro degli Interno Minniti con le tribù, le milizie e le municipalità del nostro deserto sono solo palliativi, soluzioni fragili – ha specificato il generale libico al Corriere – Dobbiamo invece lavorare assieme per bloccare i flussi sui 4.000 chilometri del confine desertico libico nel sud. I miei soldati sono pronti. Io controllo oltre tre quarti del Paese. Possiedo la mano d’opera, ma mi mancano i mezzi. Macron mi ha chiesto cosa ci serve: gli sto mandando una lista”. A parte ovviamente i dati gonfiati (Haftar non controlla affatto tre quarti della Libia) cosa c’è nella lista girata al presidente francese? Qual è la richiesta libica, a parte l’enorme somma di denaro? Corsi di addestramento militari, armi, munizioni, elicotteri e mezzi tecnologici. Oltre a “materiali per costruire campi armati di 150 uomini ciascuno altamente mobili e posizionati ogni minimo 100 chilometri”. Molto più di 20 miliardi quindi, Haftar chiede all’Europa di renderlo un nuovo Gheddafi in grado di dominare su tutta la Libia. Per poi, in stile Erdogan, continuare all’infinito con l’arma di ricatto che ha a disposizione: i cosiddetti migranti.

Eugenio Palazzini

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