Dacca, 13 gen – Due giorni fa l’esercito birmano ha ammesso per la prima volta di aver massacrato 10 persone di etnia Rohingya. I cadaveri sono stati ritrovati il mese scorso in una fosse comune. Si tratta però di una parziale ammissione, perché la narcodittatura birmana ha avviato una scientifica pulizia etnica nello stato Rakhine al confine con il Bangladesh da anni e in particolare negli ultimi quattro mesi fa. A rivelare di aver ucciso dieci Rohingya è stato il capo delle forze armate birmane, il generale Min Aung Hlaing, con un post sul suo profilo Facebook. Il generale ha definito il massacro una “rappresaglia”.

Il Primato Nazionale è in Bangladesh proprio per documentare quanto avviene ogni giorno nei campi profughi dei Rohingya, per raccontarvi senza filtri la tragedia che stanno vivendo queste persone cacciate dalla propria terra, umiliate e sistematicamente massacrate dall’esercito birmano. Nel video che pubblichiamo, girato ieri nel Tenkaf Refugees Camp, un giovanissimo Rohingya racconta il dramma vissuto in prima persona.

 

Alberto Palladino

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4 Commenti

  1. A me se qualcuno prende a pedate dei musulmani non me ne frega niente, anzi… questi sono bravi a fare le vittime quando le prendono, ma poi dove sono forti fanno prepotenze inaudite, che vadano tutti all’inferno.

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