Affaire Gayet: venti giorni per una prèmiere dameRoma 15 gen – Lui uomo di potere, lei piacente e sull’orlo di una crisi di nervi, l’altra radical, intellettuale e con velleità da première dame.

Gli ingredienti ci sono tutti eppure non siamo in un romanzo rosa, ma all’Eliseo e il presidente Hollande non ha proprio il physique du role per interpretare il bello e conteso; potente si lo è, ma l’andamento degli affari interni francesi non gli consente condotte discutibili e infiniti giri di parole. La supercazzola inscenata ieri sera all’Eliseo ha infatti addormentato tutti per un’ora, i giornalisti, lo staff presidenziale e addirittura i suoi ministri, probabilmente anche la bella Julie che tagliata fuori dall’Accademia di Francia a Roma ora è smaniosa di mettere le mani sul fedifrago premier.

Inutili sono state le pressioni della stampa che si è sentita dire che “gli affari privati si affrontano in privato, in un’intimità rispettosa di ognuno di noi. Questo non è né il momento né il luogo, quindi non risponderò”. Salvo il repentino e frettoloso annuncio che il quanto mai precario posto di première dame sarà assegnato prima del viaggio negli Stati Uniti previsto per l’11 febbraio prossimo, una ventina di giorni per ubriacare di gossip e scoop la Francia in un giro di un karma moralista che si rivolge sempre contro chi di morale colpisce, e lo sa bene il comico franco-camerunense Dieudonne ultima vittima della censura socialista.

Ragion di cuore e ragion di Stato insomma, i fatalisti farebbero spallucce pensando che in fondo è dai tempi delle tresche di Cleopatra che affari privati e pubblici si mescolano e a volte cambiano la storia, probabilmente la differenza sta nella statura dei protagonisti, insomma Francois non sei né bello né dannato e probabilmente, a dispetto di Valerie e Julie, nemmeno più tanto amato.

 

Alessandro Catalano

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 × 2 =