albaAtene 1 nov – Gli appelli contro il “populismo” delle massime autorità europee sono infine stati recepiti e applicati a colpi di kalashnikov. Accade in Grecia, dove davanti a una sede di Alba Dorata un agguato terroristico di stampo antifascista ha causato la morte di Manolis e George, due militanti del movimento di 20 e 23 anni, nonché il grave ferimento di un terzo.

Questi i fatti: intorno alle 19 è sopraggiunta davanti alla sede del movimento una moto di grossa cilindrata con due uomini a bordo armati. La moto si è fermata e i due killer hanno aperto il fuoco. Una delle vittime è stata raggiunta da un solo proiettile alla testa e la seconda da due, uno al capo e uno al petto, a riprova della professionalità dei killer che poi si sono dileguati. Nei pressi del luogo dell’agguato, secondo alcuni testimoni, è stata notata un’auto con a bordo alcune persone che potevano essere un “gruppo di sostegno” pronto ad intervenire per dare man forte ai killer qualora qualcosa fosse andata storta. Dopo la sparatoria anche quella vettura è sparita.

Il portavoce della polizia ha parlato di vero e proprio terrorismo e per questo motivo i rilievi sul luogo dell’agguato sono svolti dai tecnici della squadra antiterrorismo. Gli inquirenti hanno già escluso l’ipotesi del regolamento di conti personale in quanto i due killer hanno agito in maniera estremamente professionale.

Più tardiva la reale percezione dei fatti da parte della stampa italiana, che quasi unanimemente parla di “sparatoria”. Termine che per i dizionari indica lo “scambio di colpi d’arma da fuoco tra due o più individui o tra due parti avversarie”. L’agguato viene invece definito una “imboscata tesa al nemico”, termine che sembrerebbe più adeguato per indicare il fatto che due killer professionisti abbiano aperto il fuoco con fucili da guerra su dei ventenni disarmati davanti alla sede del terzo partito di Grecia.

Intanto, a pochi chilometri dalle nostre coste, potrebbe essere iniziata una guerra civile dagli esiti non immaginabili.

 

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