Anelka: dopo la “quenelle” arriva il “vaffa”

Anelka-with-benoitconta-picture-from-twitter-2967922Londra, 24 gen – Non si spegne la polemica sulla “quenelle” esibita dall’attaccante del West Bromwich, Nicolas Anelka dopo una doppietta contro il West Ham. Proprio in questi giorni la Federazione inglese sta decidendo se squalificare o no il giocatore. Anelka rischia fino a 5 giornate. Ma l’attaccante francese non ci sta.

Tutto era iniziato con la particolare esultanza che l’attaccante aveva ostentato in solidarietà al comico Dieudonnè, vittima della censura in Francia, poi era arrivata la crocifissione da parte di tutti i media mondiali, infine lo sponsor della sua squadra, il sito di vendite immobiliari Zoopla, che minaccia di rescindere il contratto di sponsorizzazione alla fine della stagione calcistica. In una nota infatti Zoopla aveva scritto: “Zoopla ha collaborato strettamente con la società e con la comunità nelle due stagioni sponsorizzazione, con lo stanziamento di oltre 100.000 sterline per la Albion Foundation e altre iniziative di beneficenza, e continuerà ad onorare gli impegni per il resto della stagione in corso. Ma nelle ultime settimane abbiamo deciso di rivalutare tale sponsorizzazione e come risultato focalizzeremo le nostre attenzioni su altre attività di marketing fino al termine della stagione”. Uno dei proprietari del sito è infatti l’uomo d’affari ebreo Alex Chesterman.

Anelka, notoriamente schivo verso media e giornalisti, è sempre stato impassibile, limitandosi a dichiarare sul suo profilo Twitter: “Et bien sûr, je ne suis ni antisémite ni raciste et j’assume totalement mon geste”, “Naturalmente non sono né razzista né antisemita e mi assumo la responsabilità del mio gesto”. Qualche giorno dopo, sempre da Twitter, invitava la gente a “non farsi abbindolare dai media”.

 Intanto la Fa valuta la squalifica. Per sedare la polemica avrebbe potuto chiedere scusa, pur sapendosi innocente invece Anelka si ribella e, dalla sua pagina Facebook fa sapere: “Chiedo alla Football Association di ritirare le accuse a mio carico, non sono ne’ antisemita ne’ razzista”. Infatti, spiega l’attaccante: “La FA ha ingaggiato un esperto per chiarire il significato del mio gesto ma sarebbe stato logico che questo esperto fosse francese, vivesse in Francia e avesse una conoscenza esatta della ‘quenelle’. E quale miglior esperto del signor Cukierman, presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia, che ha spiegato chiaramente come la mia ‘quenelle’ non potesse essere considerata antisemita. Ha anche spiegato con precisione e in quale circostanza possa avere tale connotazione”.

La situazione assume una connotazione tragicomica se si pensa soprattutto al fatto che sono mesi che Anelka ripete che, con la “quenelle”, ha voluto fare un gesto “anti-sistema”, totalmente slegato da ogni connotazione razziale o religiosa. Eppure il processo mediatico continua.

Giovanni Cairo


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