FAO_logo_01New York, 22 gen – La Fao ha indetto il 2015 come l’International Year of Soils, ovvero l’anno internazionale della terra, dedicato alla diffusione di informazioni riguardanti lo sviluppo sostenibile, la gestione efficace delle terre coltivabili, l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’annuncio è giunto dal presidente dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, l’agronomo brasiliano Josè Graziano Da Silva, nel corso della 68esima Assemblea generale dell’Onu.

L’auspicio dell’IYS, che avrà notevole spazio all’interno dell’Expo 2015 di Milano, è quello di porre l’attenzione internazionale sulle cause principali che stanno riducendo costantemente le superfici coltivabili a livello mondiale. Secondo il rapporto stilato dalla Fao, la cementificazione selvaggia e i cambiamenti climatici sarebbero tra i primi fattori che stanno sottraendo suolo destinato alla produzione alimentare. Un fenomeno che non risparmia l’Italia: nel nostro Paese, negli ultimi 20 anni, la superficie coltivata si è ridotta del 15%, per un totale di oltre 2,15 milioni di ettari.

Il dossier della Fao, inoltre, evidenzia come alla riduzione di suoli agricoli nei Paesi industrializzati corrisponda un aumento della compravendita e affitto di terreni nel Terzo Mondo. Questo fenomeno, conosciuto come Land Grabbing, è una delle cause che fomentano violenti conflitti nelle aree in via di sviluppo; guerre che spesso sono giustificate da motivazioni etniche o religiose ma che, in realtà, riguardano principalmente il controllo di terre fertili e coltivabili da vendere alle multinazionali.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuesto colonialismo del terzo millennio, nella sola Africa, ha finora strappato alle popolazioni locali circa 60 milioni di ettari, gestiti ora da aziende straniere, soprattutto cinesi; non è un mistero del resto il progetto della Cina di trasformare parte dell’Africa nella propria risiera nazionale. Attraverso complessi lavori di ingegneria idrica che stanno dirottando il corso dei maggiori fiumi, gli asiatici sfrutteranno migliaia di ettari finora aridi e incolti ma non aumenteranno la produzione mondiale di generi alimentari, non miglioreranno le condizioni economiche e sociali delle nazioni africane e non porranno un freno alla riduzione dei suoli agricoli, poiché la cementificazione del territorio cinese nelle grandi città e nelle zone industriali è superiore alla fertilizzazione dei suoli africani.

Francesco Pezzuto

 

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