ansar al islamRoma, 8 ott – Undici milioni di euro. Tanti sarebbero, quindi, i soldi versati dallo Stato italiano per liberare Vanessa e Greta, le due cooperanti rapite in Siria nel luglio del 2014. Soldi finiti a chi, di preciso?

Ad Aleppo, Hussam Atrash, uno dei signori della guerra locali e capo del gruppo Ansar al-Islam, è stato condannato per essersi intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari gentilmente donati dall’Italia. Andiamo quindi a vedere chi sono questi personaggi finanziati con i nostri soldi.

“Ansar al-Islam” nasce nel Kurdistan iracheno come movimento che riunisce diversi gruppi di impronta salafita operanti nella zona alla fine del 2001, avente come capo Mullah Krekar (per un certo periodo venne ospitato come “rifugiato politico” in Norvegia) e composto inizialmente da salafiti di etnia soprattutto kurda. Successivamente il gruppo ha assunto una connotazione principalmente araba, con l’ingresso di cittadini yemeniti, sauditi e iracheni.

Obiettivi dichiarati del movimento sono il rovesciamento del governo iracheno sorto dopo la caduta di Saddam e poi in seguito – con l’inizio della rivolta in Siria – quello del presidente Assad.

Dal punto di vista ideologico il movimento è molto vicino ad al-Qaeda ed ha la stessa posizione di inimicizia e riluttanza di al-Qaeda nei confronti dell’Isis (che loro, come molti musulmani, chiamano Daesh: identici sono infatti i nomi con cui Al al-Qaeda e Ansar al-Islam fanno riferimento a quest’ultimo).

In un’intervista rilasciata a Repubblica nel 2003, il Mullah Krekar, considerato come detto il fondatore del gruppo (che il quotidiano italiano definiva “la filiale di al-Qaeda in Kurdistan”) così parlava di Osam Bin Laden: “Non l’ho mai incontrato, né ho contatti. Ma non credo che sia morto, nel nostro giro lo sapremmo con certezza. E non abbiamo alcuna evidenza di questo. È un uomo giusto. Bin Laden è il gioiello nella corona dell’Islam. Ha votato la sua intera vita, soldi, insegnamento per Allah”.

In base a diverse fonti il gruppo era inizialmente composto da molti veterani del conflitto in Afghanistan contro i sovietici, nel corso del quale i membri entrarono i contatto e collaborarono con i combattenti che diedero poi inizio ad al-Qaeda.

Sebbene siano stati accusati, soprattutto da fonte americana, di essere il punto di contatto tra al-Qaeda e il regime di Saddam, il Mullah Krekar ha sempre smentito e rifiutato simile “accusa”, annunciando esplicitamente la sua inimicizia – in quanto kurdo e in quanto musulmano – verso il regime baathista iracheno.

Il movimento “Ansar al-Islam” è stato ritenuto uno dei più attivi della galassia salafita operante in Iraq durante l’occupazione anglo-americana. Con l’inizio della rivolta in Siria nel 2011, il gruppo ha allargato le sue attività nel vicino paese arabo.

La branca siriana del movimento venne dapprima denominata con un altro nome, “Ansar al-Sham”, ma successivamente venne presentata da “Ansar al-Islam” come una propria emanazione diretta e pertanto la sigla “Ansar al-Sham” scomparì.

In Siria ha collaborato attivamente con il qaedista “Jashat al-Nusra” e con il “Fronte Islamico” contro l’esercito regolare siriano e le altre forze militari pro-governative.

Quando Daesh ha proclamato il proprio sedicente “Califfato”, Ansar al-Islam non ha riconosciuto la sua legittimità ed ha rifiutato di prestargli obbedienza, portando a un inasprimento delle già vacillanti relazioni tra i due gruppi, ed a numerosi violenti scontri sia in Siria che in Iraq. Nell’agosto 2014 però una dichiarazione di 50 membri di Ansar al-Islam, presentati come personaggi di alto calibro di questa organizzazione, annunciava la loro adesione e prestamento di giuramento a Daesh.

Apparentemente la branca irachena è scomparsa, mentre quella siriana continua ad operare seppur in maniera molto ridotta rispetto agli anni passati, sia per l’eliminazione di molti suoi membri, sia per il loro passaggio con Daesh.

Giovanni Feola

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