Pechino, 17 lug – Un orsacchiotto giallo goloso di miele che assomiglia tantissimo al presidente. Questo è bastato al regime comunista di Pechino per abbattere la scure della censura su Winnie the Pooh. Stano a quanto riporta il Financial Times nelle ultime ore, infatti, i post che citavano il nome cinese del celebre orso dei cartoni animati sono stati censurati su Sina Weibo, la piattaforma della ChinaTwitter, durante il fine settimana, mentre una serie di immagini animate con l’orsetto è stata rimossa dall’applicazione sociale WeChat.

Pechino si rifiuta di commentare la sparizione delle immagini di Winnie the Pooh dai social cinesi, ma sono in molti a suggerire che sia perché si vuole evitare lo scherno di Xi Jinping, che avrebbe una grossa somiglianza con l’orso disneyano disegnato da A.A. Milne quasi cento anni fa. Una questione di sensibilità politica, insomma, dato che il partito comunista cinese è particolarmente attento alle rappresentazioni dei suoi leader e ne rifiuta l’aspetto umoristico.

Già nel 2013 in Cina cominciò a circolare una foto di Winnie the Pooh con il suo amico Tigro e a fianco venne messa una foto di Xi Jinping che passeggiava insieme all’allora presidente americano Basck Obama. La somiglianza è evidente. L’immagine venne rimossa, e la stessa sorte toccò l’anno dopo a un’altra immagine, che ritraeva l’orsetto insieme all’asinello Ih-oh, comparata con una foto di Xi che stringe la mano al presidente giapponese Shinzo Abe. Anche in questo caso la foto parla da sola.

Winnie the Pooh in Cina sta assurgendo al ruolo di immagine simbolo di protesta e sfida contro la censura del regime di Pechino. Il nome dell’orso in caratteri cinesi è vietato e se si prova a digitarne i caratteri cinesi il social Weibo restituisce il messaggio “il contenuto è illegale”. Tuttavia sono molte le persone in Cina che cercano di aggirare il blocco e sui social scrivono il nome di Winnie the Pooh o ne postano la foto: vogliono vedere in quanto tempo i post vengono rimossi.

Probabilmente a Pechino non sanno che l’orsacchiotto giallo venne disegnato per la prima volta nel lontano 1921, quando Xi Jinping ancora non era nato. O, più semplicemente, i comunisti non hanno il senso dell’umorismo.

Anna Pedri

 

 

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