Attacco alla Libreria Facta: quel vizio antifascista di distruggere i libri

 

facta-vue-d-ensembleParigi, 11 feb – Capita in Francia, il Paese della libertà e dell’uguaglianza, che se hai una libreria in cui non vendi i soliti best sellers ma testi non conformi che vanno al di là del pensiero unico, qualcuno possa tranquillamente spaccarti le vetrine e prendersela con i tuoi libri, senza che i media nazionali condannino il gesto a suon di citazioni di Voltaire. È quello che è successo alla Librairie Facta a Parigi in rue de Clichy alle ore 16, nel corso di una manifestazione antifascista autorizzata dalla polizia.

Due giorni fa a Parigi, era una gioia prendersela con i libri. Un centinaio di antifascisti, riconducibili a diverse sigle, associazioni femministe, lesbiche, marxiste, appartenenti al movimento vegano antifascista (sic!), hanno manifestato “contro l’omofobia, il fascismo e tutte le forze reazionarie scese in piazza”- come dichiarato da una manifestante. Jean-François Millaud, del nuovo Partito Anticapitalista ha dichiarato di voler “denunciare la rinascita dell’estrema destra in Francia”. La manifestazione non si è dunque svolta per difendere un’idea ma impedire ad un’altra di venire espressa.


Durante il corteo i manifestanti hanno spaccato le vetrine della libreria e fatto danni per 4000 euro. Non sono riusciti ad entrare grazie alla nuova porta blindata fatta installare dal proprietario Emmanuel Ratier, giornalista e scrittore. Già, perché Ratier ha dovuto installare una porta blindata visto che tra l‘8 ed il 9 dicembre 2013 la libreria era già stata attaccata con questo bilancio: vetri rotti, spruzzo di vernice rossa e 900 libri distrutti. È importante notare che sia l’assalto di dicembre che quello di ieri sono stati nascosti dal più totale silenzio dei media. Basta aprire le pagine dei maggiori quotidiani francesi per rendersene conto. Sarebbe stato lecito aspettarsi una Boldrini d’Oltralpe col naso arricciato a causa del truce gesto. E invece la cosa non è così scandalosa e 

imagesil perché ce lo spiega lo stesso Ratier: “La provocazione è stata orchestrata da Manuel Valls (politico del Partito Socialista francese) che utilizza gli antifascisti per alzare la tensione, mettere a tacere i dissidenti e far fare a loro il lavoro sporco”.

Ma vediamo che tipo di libreria è la Facta, tanto da attirarsi tutto questo odio. La Librairie Facta, si trova nel cuore di Parigi e, come si può leggere nel suo sito ufficiale, “vi si trova una scelta unica, non solo a Parigi ma in tutta la Francia, in materia di libri antichi relativi ai movimenti nazionalisti: sociologia, politica, antropologia fisica, filosofia, religione, storia, geopolitica, militaria, viaggi etc.”. Inoltre vi si trovano tutti gli autori della cosiddetta “destra” da Mishima a Brasillach passando per Venner e Drieu La Rochelle. E in nome della tolleranza qualcuno non poteva tollerare che a Parigi si vendessero questi libri.

Michael Mocci

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