Anche un Paese dall’economia solida come l’Austria chiede a gran voce una svolta politica. Lo testimonia il clamoroso 21,5 % conseguito dal FPOE, il partito austriaco della libertà guidato dal giovane Heinz-Christian Strache alle elezioni politiche dello scorso 29 Settembre.

Heinz-Christian_Strache_02092008

Con un programma incentrato su lotta alla corruzione e all’immigrazione incontrollata, denuncia della politica economica europea, sovranità nazionale e tutela dei più bisognosi, ha riscosso un successo che molti analisti non avevano previsto. Non è un caso che oggi in Europa si parli più del risultato del partito di Strache che della riconferma alla guida del paese della coalizione guidata da Werner Faymann composta da socialisti (SPOE), che hanno totalizzato il 26,5 %, e cristianopopolari (OEVP) con il 23,8.

“E’ una coalizione degli sconfitti”, ha dichiarato Strache dopo la vittoria. “Gli elettori hanno punito la corruzione del governo, il suo attaccamento al potere, la sua politica a favore dell’euro, che è una valuta che è stata imposta ai popolo del nostro continente, noi siamo diversi, io sono diverso e ho la mia personalità, il mio carattere”, prosegue il leader del FPOE.

Nato a Vienna 44 anni fa, odontotecnico professionista, Heinz-Christian Strache, in politica dal 1991, diventa segretario del partito nel 2005 subentrando a Joerg Haider che si era dimesso dalla guida del FPOE per fondare l’Alleanza per il futuro dell’Austria (BZOE). Nel 2008 il primo grande successo elettorale: alle elezioni politiche il suo partito raggiunge uno storico 17, 5 %. Da allora un continuo aumento di consensi dovuto alla schiettezza nel denunciare le politiche liberticide dell’Unione Europea.

Strache inoltre punta forte sulla lotta all’immigrazione indiscriminata. Questo elemento ha fatto molto discutere, tanto che in molti, più per ricerca di clamore mediatico che per effettiva conoscenza del programma del FPOE, hanno tacciato il partito di xenofobia. In realtà il movimento austriaco non è mosso da nessun ideale razzista anzi, come ha dichiarato il suo leader, “l’Europa dell’integrazione politica va nella direzione sbagliata, i popoli vogliono conservare la loro patria, cultura e identità”. La lotta all’immigrazione diviene dunque per Strache una forma di tutela degli austriaci e degli immigrati stessi.

Michael Mocci

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