Grecia: FT, Juncker rifiuta richiesta incontro TsiprasBruxelles, 8 lug – L’Eurogruppo, riunitosi ieri per la prima volta dopo la settimana antecedente e il referendum e sulla scorta anche dei risultati di quest’ultimo, si chiude con un ultimatum: cinque giorni per trovare un accordo, altrimenti la Grecia sarà lasciata al suo destino.

Sembra quindi essere stata respinta la richiesta di Tsipras, che puntava ad un prestito-ponte da 7 miliardi che garantisse alle casse di Atene un mese di tempo per poter poi definire i dettagli un piano di medio-lungo termine. Sarebbe stato il secondo rinvio dopo quello accordato a febbraio, ipotesi che ha trovato nettamente contrari i partner europei. Il piano di medio-lungo termine dovrà quindi essere comunque elaborato, ma in tempi strettissimi da qui a domenica, quando si riunirà un vertice con tutti i 28 stati dell’Unione.

Tsipras ha assicurato che il piano sarà pronto per domani sera, per poter poi essere discusso venerdì. La nuova proposta del governo ellenico “include riforme credibili” e la discussione “è stata positiva, l’obiettivo è concludere il processo entro domenica”, ha spiegato il premier. “La Grecia continuerà i suoi sforzi, avendo dalla sua parte la potente arma del verdetto del popolo greco”, ha inoltre ribadito, confermando che per il governo l’arma del referendum è un modo per ottenere condizioni migliorative, ma comunque all’interno del quadro dei memorandum votati ad austerità e tagli.

La Bce, per bocca del governatore Draghi intervenuto a colloquio con Angela Merkel e Francois Hollande, ha intanto assicurato che fino alla scadenza di domenica sarà garantita la liquidità necessaria a tenere a galla il sistema bancario della Grecia.

Filippo Burla

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