Amburgo, 14 lug – 2 miliardi e mezzo di abitanti da qui a 30 anni. Sono i numeri, spaventosi, dell’Africa, che dicono come il continente nero raddoppierà la sua popolazione nel giro di tre decadi. Qui nascerà un quarto della popolazione mondiale. Questo incremento demografico porta con sé un altro grandissimo problema: l’emigrazione, causata da carestie e siccità che in Africa sono all’ordine del giorno e mettono in ginocchio interi Paesi. Perché se è vero che ci sono interi Paesi sottopopolati e zone desertiche, tutte da coltivare, è anche vero che le ondate di siccità che mai come negli ultimi anni sono state lunghe e pesanti, hanno messo in croce l’agricoltura africana.

Il dato sulla demografia è emerso dall’ultimo G20, di Amburgo, dove si è parlato anche dei problemi dell’Africa, continente da cui arriva il maggior numero di immigrati. Il Corriere riporta alcuni dati interessanti: i primi quindici Paesi al mondo che fanno più figli sono africani, con il Niger che ha 7,6 figli a famiglia, la Somalia con 6,5 e la Nigeria 5,7. Il che vuol dire, citando le Nazioni Unite, che entro la fine del secolo metà della popolazione mondale sotto i 14 anni sarà africana.

Una polveriera, quindi, pronta a esplodere che provocherà gravi conseguenze in Europa se non si trovano soluzioni concrete. Anche perché all’aumentare della natalità non corrisponde un aumento della crescita economica e sociale. Quindi per molti africani l’unica soluzione per sopravvivere è lasciare la propria terra e cercare fortuna altrove, mettendo su famiglia all’estero.

Di fronte all’evidenza del problema il presidente francese Emmanuel Macron è finito nella bufera mediatica per le sue dichiarazioni, bollate come razzismo figlio dei rigurgiti di una vecchia politica coloniale, dal momento che secondo lui parte della sfida attuale è costituita da quei Paesi dove “si continuano ad avere sette-otto figli per donna”. In realtà Macron ha fatto un discorso più complesso, secondo il quale quella demografica è solo una delle problematiche africane. Tuttavia è innegabile che a fronte di una crescita così alta in così poco tempo i problemi siano reali. E allora arriva la soluzione della Danimarca, che ha tra le priorità in fatto di politica estera e sicurezza quella di stanziare fondi per aborti e contraccezione. Perché questo, secondo il governo di Copenaghen, “aiuterebbe anche a limitare la pressione migratoria sull’Europa”.

Anna Pedri

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  1. assolutamente impossibile fare un discorso reale sul continente africano,senza -potenzialmente- incorrere in guai di tipo legale.Meglio dire allora che ci sono Paesi come la Cina,poverissimi per delle decadi (anche se ricchissimi di una propria Cultura artistica storica filosofica) che in brevissimo tempo sono cresciuti tantissimo economicamente e -non a caso- facendo contenimento demografico.

    alla fine della fiera,i popoli sono i popoli e quell’idea finto-democratica che “ahhh siamo tutti uguali ahhh” è pienamente smentita dai fatti e dalla Storia in senso opposto del termine.

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