bambini gaza mortiGaza, 25 dic – Una bambina di soli quattro anni è rimasta uccisa ieri in seguito ad una serie di bombardamenti operati dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Ad essere colpito è stato il campo profughi di Maghazi, che ospita circa 25mila profughi palestinesi tra i quali molti bambini come la piccola Hala Ahmad Al-Bahri, questo il nome della vittima, ed i suoi fratellini, anch’essi rimasti feriti dal fuoco dell’aviazione israeliana.

Un altro civile palestinese è stato ucciso nella zona nord di Gaza mentre stava lavorando.

Sono oltre venti i raid condotti dall’esercito israeliano in queste ore su tutto il territorio della striscia di Gaza. Si tratta del più grave attacco militare dalla campagna del novembre 2012, durata una settimana e costata quasi 200 morti.

Il ‘casus belli’ utilizzato da Israele per giustificare l’aggressione stavolta sarebbe l’uccisione di un dipendente dell’esercito ad opera di un presunto ‘cecchino di Hamas’, secondo quanto riportano fonti militari israeliane.

Tra gli obiettivi colpiti anche la casa di un leader di Hamas. Il portavoce dell’organizzazione politica palestinese, maggioritaria nella Striscia di Gaza, ha condannato gli attacchi definendoli ‘codardi’ e dichiarando che ‘l’occupazione non terrorizzerà il popolo palestinese con queste azioni, non punirà la nostra resistenza e non fermerà la prontezza della popolazione a rispondere a qualunque attacco contro Gaza’.

Il ministro della difesa israeliano Moshe Yaalon ritiene Hamas responsabile dell’attacco e minaccia nuove azioni di guerra. A sostegno dei palestinesi si schiera l’Egitto, con il primo ministro Hisham Kandil che durante una visita proprio nella città di Gaza annuncia che ‘l’Egitto non risparmierà sforzi per raggiungere la tregua e fermare l’aggressione israeliana’, e il presidente Mohamned Morsi che afferma in un intervento pubblico come ‘l’Egitto e gli arabi non lasceranno soli Gaza e il suo popolo’. Proprio in una telefonata al presidente egiziano anche il presidente russo Vladimir Putin manifesta preoccupazione e sottolinea ‘la necessità di fermare il confronto armato a Gaza’.

Unione Europea ed Italia invece si limitano ad addossare tutta la responsabilità ad Hamas chiedendo gentilmente ad Israele che “la risposta sia proporzionata”. Sembra non siano stati ascoltati.

Lorenzo Berti

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