Roma, 13 set – I Bitcoin, la criptovaluta più famosa del mondo, potrebbero essere alla base della scarsa effettività delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord, che nonostante le continue strette all’embargo prosegue nel suo progetto di armamento nucleare e sviluppo dei missili balistici intercontinentali.

Siamo lontani dal programma “Oil for Food” con il quale Saddam Hussein riforniva l’Iraq di quei beni di prima necessità in cambio del prezioso oro nero. Ammesso che Pyongyang non abbia comunque bisogno di cibo e medicinali – circostanza tutta da verificare, la chiusura ermetica della Corea del Nord non permette di reperire informazioni di prima mano – all’epoca per Baghdad sarebbe stato impossibile oltrepassare la cortina costruita attorno al Paese. Cortina che nei confronti del regime di Kin Jong-Un è forse ancora più pressante, ma gli strumenti tradizionalmente usati sembrano marcare il passo rispetto alle possibilità offerte dalla rivoluzione informatica.

Cosa succede? Succede che una serie di attacchi hacker, provenienti proprio dalla Corea del Nord, avrebbero nel corso degli ultimi mesi permesso alla piccola ma agguerrita nazionale di mettere le mani su migliaia di Bitcoin, che ai cambi odierni valgono decine di milioni di dollari. Non sorprenderà allora che il “mercato” della moneta virtuale schizzi all’insù quando dall’estremo oriente parte qualche test missilistico. Relazione di causa effetto? Difficile dirlo, quel che è certo è che l’attivismo di Pyongyang sul fronte informatico è ormai acclarato: secondo FireEye, società specializzata in sicurezza digitale, ci sarebbero i nordcoreani perfino dietro ad alcune propaggini WannaCry, il malware che ha infettato milioni di computer lo scorso maggio.

Il bersaglio preferito, neanche a dirlo, sarebbero i trader di Bitcoin sudcoreani. Sono almeno tre le società di Seul che hanno denunciato attacchi nel corso degli ultimi mesi, ma si sospetta che perfino l’attacco da oltre 80 milioni di dollaro condotto in agosto contro la Fed possa essere opera degli stessi protagonisti.

Nicola Mattei

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