jean marie le penParigi, 13 giu – Ormai, nel Front National, è guerra aperta. Dopo essere stato sospeso dal partito guidato dalla figlia, Jean-Marie Le Pen ha annunciato che denuncerà il partito di cui nel 1972 fu uno dei fondatori. Il patriarca della famiglia Le Pen ha chiesto al tribunale di annullare la sospensione che ritiene violi lo statuto del partito. Il provvedimento era arrivato in seguito a delle interviste in cui Jean-Marie aveva espresso opinioni politicamente scorrette su alcuni argomenti “caldi”.

La figlia Marine ha replicato che “non ha nulla da temere” dal verdetto. “Il tribunale rileverà che tutta la procedura è stata corretta e i diritti di Jean-Marie Le Pen sono stati pienamente rispettati – ha detto in un intervento radiofonico – Non credo che sia un giorno decisivo per il Front National. Forse pensa che il partito sia di sua proprietà e che il FN gli voglia sopravvivere”.

In questi giorni, l’Ufficio Politico del movimento ha votato la soppressione dell’articolo 11 bis dello Statuto relativo alla presidenza onoraria, titolo creato appositamente per trovare un ruolo a Le Pen senior dopo l’avvicendamento alla guida con la figlia Marine. La modifica degli statuti sera sarà ancora soggetta all’approvazione dei soci. Questi saranno consultati per posta nei prossimi giorni.

Questa querelle familiare infinita è il frutto di una lunga guerra di logoramento sfociata infine in rottura plateale. Troppo diverse le due prospettive: “governista” quella di Marine, preoccupata di poter essere maggioritaria nella società francese, più polemica quella di Jean-Marie, secondo il quale il successo non può venire a scapito dei cedimenti ideologici all’avversario. Ora la vera incognita è cosa farà, politicamente parlando, l’anziano leader: fonderà un suo movimento? E se sì, quanto successo potrà avere? Fra i due litiganti rischia di godere solo Sarkozy.

Adriano Scianca

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 × tre =