Catalogna: ma é indipendentismo o egoismo?

catalognaBarcellona, 28 set – Con la vittoria dei partiti indipendentisti, che conquistano la maggioranza dei seggi al parlamento della Generalitat, per la Catalogna e la Spagna si aprono prospettive inedite.

Il presidente della comunità autonoma, Artur Mas, aveva avvisato che in caso di vittoria avrebbe dato il via alle procedure per “disconnettere” la regione da Madrid. Ora si attende la prova dei fatti, ma sembra che il governatore voglia fare sul serio.

Scontata ovviamente la reazione del governo di Rajoy, pronto ad adire la corte costituzionale o addirittura a limitare l’autonomia della comunità, un’eventualità mai verificatasi da 40 anni ad oggi.

Ciò che emerge dalla vicenda è, però, un altro interrogativo: si tratta di diritto all’autodeterminazione dei popoli o diritto all’egoismo?

La domanda sorge spontanea perché, se è vero che la Catalogna, come i Paesi Baschi o la Scozia, è una regione con unasua identità sia storica che culturale, è anche vero che non sempre laddove esiste un’identità esiste una pulsione all’indipendenza così marcata.

È il caso ad esempio della Sardegna, della Sicilia o di molte altre zone d’Europa. Le quali, tuttavia, hanno una differenza sostanziale rispetto a Scozia e Catalogna: non sono regioni comparativamente allo stesso livello di ricchezza.

Prendiamo il già citato caso della Scozia: la sua identità nazionale esiste da secoli, ma è solo un caso che le spinte indipendentiste abbiano preso forza giusto quando si é materializzata la possibilità di poter godere dei frutti sul petrolio che continua a emergere a fiotti dal mare del Nord?

Va anche ricordato il secco rifiuto, da parte di Edimburgo, di concedere alle isole Shetland la stessa opportunità data ai primi da Londra. È sempre un caso che proprio le Shetland siano la località scozzese più ricca di idrocarburi?

Analogo discorso vale anche per la Catalogna, che insieme ai Paesi Baschi rappresenta la regione più ricca della Spagna. Succede che nella penisola iberica, con l’incedere della crisi economica che ha colpito molto più che in Italia, negli ultimi anni è finita la pacchia della crescita di zapateriana memoria.

Ecco allora, prepotente, l’insofferenza verso Madrid, giustificata dal fatto che la Catalogna non gode di autonomia fiscale. Un’insofferenza mai sopita o che si poteva mettere nel cassetto quando dalla capitale le risorse arrivavano copiose?


Filippo Burla

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